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Conclusa campagna di scavi 2009 a Verucchio

Cultura Verucchio | 13:19 - 28 Agosto 2009 Conclusa campagna di scavi 2009 a Verucchio

Si è conclusa la quinta campagna di scavi nelle necropoli villanoviano-etrusche di Verucchio. Gli scavi sono stati intrapresi nel 2005, quando il Comune di Verucchio con il sostegno della Provincia di Rimini ha dato il via a una iniziativa scientifica che ha attirato l’attenzione degli studiosi che in tutta Europa si occupano di protostoria e di Etruscologia. Grazie alla sponsorizzazione tecnologica di Raytalk Wireless International  gli scavi sono anche stati seguiti in diretta su internet (per la prima volta al mondo) da centinaia di migliaia di visitatori virtuali.
Verucchio era nota da molto tempo come uno dei siti più importanti e più particolari dell’età del ferro italiana; più importante perché costituiva il centro che per vari secoli, tra il IX e il VII, aveva esercitato il controllo sull’Adriatico centrale e sulle rotte che conducevano verso l’Europa del Nord.
Ne è prova, fra le altre cose, il controllo dell’ambra che a Verucchio era lavorata con tecniche raffinatissime e diffusa in tutta Italia. La  particolarità verucchiese risiede nelle condizioni di seppellimento, che hanno permesso la conservazione, cosa rarissima, di oggetti preziosi in materiale deperibile, consentendoci di conoscere i prodotti di lavori artigianali o domestici di vario tipo: tessuti, legno, intrecci in vimini, cuoio.
Gli scavi attuali hanno individuato complessivamente 85 tombe, alcune da identificare con quelle parzialmente indagate in precedenza, altre intaccate dai movimenti franosi che già dai tempi antichi, come oggi, coinvolgono la collina.
Gli ultimi scavi nella necropoli Lippi hanno messo in evidenza un concentramento in quest’area di un gruppo di sepolture molto numeroso composto da tombe, sia di adulti che di bambini, tutte appartenenti al gruppo aristocratico che aveva l’esclusiva nell’uso di questa necropoli, ma che certamente rivestiva negli equilibri interni ruoli particolari. Ne è prova tra le altre cose il numero di tombe di guerrieri, in particolare dotati di elmo, e la presenza in parecchie deposizioni di troni in legno perfettamente leggibili, ad occhi esperti, nel terreno.
Lo scavo è stato condotto con una metodologia molto accurata e soprattutto con un sistema di documentazione che permetterà in futuro di recuperare tutte quelle informazione che lo scavo inevitabilmente distrugge. Per questi motivi, oltre che per le caratteristiche intrinseche del contesto archeologico, esso ha rappresentato un polo di attrazione per molte università italiane e straniere che in questi anni hanno inviato studenti e giovani laureati. Molte decine di loro hanno lavorato con il gruppo di archeologi e restauratori professionisti che collaborano al progetto scientifico e alcuni sono entrati a far parte dell’équipe permanente. Studiosi italiani e stranieri hanno offerto il loro contributo con seminari specialistici.
E’ stato anche affrontato ed è ormai quasi completato lo studio antropologico dei reperti ossei, ed è stato realizzato un database che contiene a oggi  molte migliaia di reperti e un archivio digitale che raccoglie oltre 40.000 foto.
Nel corso di quest’ultima campagna 2009, sono state in particolare indagate completamente 8 sepolture e parzialmente altre due; sono stati recuperati oltre 1000 reperti documentati in migliaia di foto e in oltre 200 planimetrie di dettaglio.
In parallelo è stata condotta l’attività di laboratorio per i primi interventi sui materiali recuperati, interventi essenziali per programmare quelli che dovranno essere gli impegni essenziali dei prossimi anni: il restauro e lo studio, condizioni essenziali di una seria attività di divulgazione, insieme alle attività di conservazione, ricerca e divulgazione, possibili grazie all’apporto del Museo civico archeologico verucchiese. Comune di Verucchio e Soprintendenza intendono continuare a promuovere gli studi che hanno portato Verucchio e il suo Museo ad essere considerati uno dei gioielli del patrimonio italiano.

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