Mercoledý 24 Aprile07:23:18
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Coca-Party: in molti non rispondono al Gip

Cronaca Rimini | 17:59 - 29 Ottobre 2007 Coca-Party: in molti non rispondono al Gip

Sono iniziati in Tribunale a Rimini gli interrogatori dell'inchiesta antidroga dei Carabinieri, denominata "360 gradi", che aveva portato in carcere 13 persone, mentre altre due - una donna di origine albanese e il notaio riccionese Francesco Colucci - avevano ricevuto la misura restrittiva del divieto di risiedere in provincia di Rimini. Gli indagati sono accusati dal pm Marino Cerioni di spaccio di droga per aver rifornito imprenditori, commercianti e professionisti riminesi di cocaina per i loro coca-party. Davanti al gip Giacomo Gasparini sono sfilati alcuni degli inquisiti, la maggior parte dei quali si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato. Hanno risposto, peraltro negando gli addebiti, i soli Massimiliano Franco (riccionese di 33 anni) e Luca Pellegrini (riminese, 45): quest'ultimo, secondo gli inquirenti sarebbe il pusher dal cui pedinamento l'inchiesta era partita. Mentre per gli altri si attendono le rogatorie dalle Procure delle città nelle quali sono detenuti: Forlì, Pesaro e Napoli. Il notaio Colucci, che aveva denunciato problemi di salute in seguito alla notizia del suo coinvolgimento nell'inchiesta, sarà sottoposto a interrogatorio mercoledì.