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Chiesta radiazione per prof. con tacchi a spillo

Scuola Cervia | 09:15 - 14 Dicembre 2007 Chiesta radiazione per prof. con tacchi a spillo

La richiesta è stata: niente più insegnamento per l'insegnante di italiano che per cinque giorni di fila si presentò in classe in abiti femminili. Ovvero quella che in ambito scolastico viene indicata come destituzione. A chiedere la massima punizione per il docente, Vincenzo Di Grazia, è stato l'ispettore della direzione provinciale scolastica provinciale di Ravenna. Il caso, che coinvolse l'istituto alberghiero di Cervia, avvenne nella primavera dell'anno scorso e le immagini finirono su internet. Ma la sospensione cautelare del professore arrivò solo dopo il clamore mediatico suscitato a dicembre dalla pubblicazione della notizia. Oggi a Roma c'é stata la discussione del procedimento disciplinare e le eccezioni (preliminari e pregiudiziali) sollevate dall'avvocato della difesa, Nicola Montefiori, hanno fatto slittare ogni decisione. L'ispettore ha interrogato Di Grazia per circa un'ora, formulando quindi la sua richiesta. A pesare non solo il travestimento definito destabilizzante per gli studenti, ma pure il materiale raccolto durante un'ispezione fatta tra fine dicembre e inizio gennaio. Secondo le testimonianze raccolte in quell'occasione tra insegnanti, alunni e bidelli, il professore sarebbe risultato incompatibile con l'insegnamento in quanto persona molto irascibile. Questa la ragione del suo trasferimento in regime di sospensione in un istituto tecnico di Rimini al 50% dello stipendio. Il materiale raccolto è stato a suo tempo inviato alla procura di Ravenna che ha aperto un fascicolo per molestie finito poi in un decreto penale di condanna a cinque mesi e 10 giorni, pena convertita in 6.080 euro di ammenda. Contro il decreto, è però arrivata l'opposizione del difensore di Di Grazia e quindi si andrà o all'archiviazione o a giudizio. Il docente si ritrova pure una denuncia per ingiuria da parte di una collega: in questo caso tutto è rimandato al giudice di pace. L'accusato ha fornito una propria versione. A partire dall'abbigliamento, non strettamente femminile: jeans attillati, maglia da donna, cerchietto e stivaletti. Una provocazione, visto che in quella scuola c'era poca considerazione per le materie letterarie. Il docente ha anche riferito di avere subito un'aggressione da due studenti a schiaffi e colpi in testa solo per averli richiamati. Il suo avvocato ha annunciato un esposto contro il preside della scuola per abuso di atti d'ufficio e ha contestato due aspetti. Da un lato ha citato una legge del '57 che regola i procedimenti disciplinari a carico degli impiegati statali e che subordina ogni decisione al grado penale. Dall'altro ha lamentato un procedimento troppo lungo: "Di Grazia da un anno è colpito da sospensione cautelare ma gli addebiti vanno contestati entro 40 giorni". Il consiglio disciplinare si è riservato un supplemento di istruttoria per verificare entrambe le eccezioni sollevate.

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