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Cassazione: cannabis; Muccioli atto dovuto

Attualità Rimini | 19:34 - 24 Aprile 2008

"La sentenza della Cassazione è un atto giuridicamente dovuto. In un Paese normale le leggi non consentono di coltivarsi in terrazzo droghe per il proprio consumo o da dividere con gli amici. I veri problemi, però, sono altri. La sempre maggiore diffusione della 'droga fai da te' tra i nostri ragazzi". Lo dice il responsabile della comunità di San Patrignano, commentando la sentenza della Cassazione che considera reato la coltivazione domestica di cannabis. "C'é chi gioca al piccolo chimico con anfetamine e ecstasy fatte in casa e chi si compra il manuale del coltivatore di spinelli - continua Muccioli - Basta fare un giro su internet, per vedere come tutto ciò sia a disposizione di chiunque. Parliamo di droga dieci, venti volte più forte di quella degli anni '70. Ma se non si vuole viaggiare sul web, basta entrare in uno dei tanti 'smart shop' aperti nelle nostre città. E' un grande mercato grigio, in bilico tra legalità e illegalità, che sfrutta ansie e disagio di giovani e adolescenti per alzare il fatturato". Ma la cosa più grave "sono le responsabilità culturali di chi negli ultimi anni ha costruito le condizioni perché ciò accadesse. Siamo stati bombardati da 'feste della semina', 'street parade', da un costante marketing che ha fatto diventare le droghe, in particolare la cannabis, beni di consumo come gli altri. Il risultato - conclude Muccioli - è sotto gli occhi di tutti: più droga e più gente che la consuma".