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Caso Ruby: l'opinione dell'ass.ne PG23

Attualità Rimini | 18:22 - 18 Gennaio 2011

Sconcerto: è il sentimento dei responsabili dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi e da sempre impegnata nell'aiuto alle persone sfruttate e alle prostitute, di fronte alle notizie che riguardano le vicende personali di Silvio Berlusconi. Lo stesso presidente del Consiglio al quale don Benzi, morto nel 2007, fece conoscere nel 2002 due ex prostitute, a cui il Cavaliere fece dono di 5 milioni. Di lire, non di euro.    "Auspichiamo fiduciosi che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulle gravi accuse che sarebbero indice di un indiscutibile degrado morale", dice il responsabile generale della comunità, Giovanni Paolo Ramonda, che aggiunge: "Resta comunque l'amarezza nel costatare la crescita di una crisi valoriale senza limiti e precedenti, cui non sembrano sottrarsi nemmeno coloro che dovrebbero essere i nostri primi modelli di riferimento".  "Il reato di sfruttamento della prostituzione minorile - dice Raimonda - è un'accusa gravissima: purtroppo viene perpetrato da tante persone, le quali chiedono sempre di più il corpo a pagamento di giovanissime donne. Non si può quindi cadere nell'ipocrisia di chi sembra scoprire soltanto oggi quanto sia diffuso il mercato del sesso: al 40% è costituito da prostitute minorenni e al 60% da donne, comunque giovani, ridotte in stato di schiavitù. Se anche tante forze politiche sembrano ora preoccupate dal dilagare di questo triste fenomeno, dovrebbero subito portare avanti quel disegno di legge, proposto dall'attuale Governo, volto a contrastare efficacemente l'esercizio della prostituzione, che sembra caduto nel dimenticatoio".   Un gesto che, secondo Raimonda, "sarebbe sicuramente un segnale forte a favore della giusta battaglia per la liberazione delle donne schiave della prostituzione. E' urgente e necessario dare una svolta anche per recuperare quella fiducia che i cittadini devono avere verso le istituzioni".    Le due ex prostitute che don Benzi presentò a Berlusconi il 17 gennaio 2002 erano una ventenne bulgara e una minorenne albanese, rapite entrambe all'età di 14 anni nei loro Paesi. "Il presidente è rimasto sconvolto dalle vicende delle due ragazze - riferì all'epoca il sacerdote antiprostituzione - si é commosso fino al pianto".

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