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Caro-pane: intervengono i panificatori riminesi

Rimini | 12:59 - 19 Settembre 2008 Caro-pane: intervengono i panificatori riminesi

L’Associazione Panificatori della Confartigianato di Rimini si ribella rispetto alla continua e vessatoria campagna condotta contro la categoria attraverso i media e al giudizio secondo cui il pane artigianale ha costi sproporzionati, è aumentato in maniera sconsiderata e via dicendo. I panificatori della Provincia di Rimini, alle prese con le stesse difficoltà degli altri colleghi dell’intera Regione, devono garantire alle imprese un equilibrio fra costi e ricavi tale da poter consentire loro di andare avanti con l’attività.

Da Gennaio ad Agosto 2008, il prezzo del pane è cresciuto mediamente del 2%: la metà rispetto al tasso d’inflazione e molto meno rispetto ad altre voci quali il petrolio e i suoi derivati, i trasporti, gli affitti, l’energia, l’acqua, la pasta, l’olio, la carne e gran parte dell’ortofrutta.

 Il prezzo del pane è in via di stabilizzazione, avendo scontato la gran parte degli aumenti entro il 2007 (nella Provincia di Rimini del 7/10% - e trattasi di aumenti ben più contenuti dei costi d’impresa!) e gli ulteriori aumenti non si sono verificati grazie alla volontà della categoria di assorbire altri costi di produzione quali il nuovo contratto di lavoro che pesa per 10/15 centesimi di Euro al chilo sul prezzo finale del prodotto, e il non significativo abbassamento dei prezzi delle farine (dell’ordine dei 2 centesimi di Euro al chilo solo per alcune tipologie), mentre le tensioni sul mercato del grano si sono attenuate notevolmente.         

Ma i fornai non si sono certo arricchiti: sono stretti tra la volontà di pesare il meno possibile sul portafoglio dei clienti consumatori e la necessità di far quadrare i conti.

Nell’attuale sistema (vedi le tanto decantate filiere più o meno corte!), la categoria dei panificatori rappresenta paradossalmente un anello debole che ora è beffardamente stritolato da continui attacchi condotti da categorie in cerca di facile consenso.

A differenza di quelli che continuamente ci contestano, noi non prendiamo ne chiediamo un Euro allo stato e non godiamo di nessuna agevolazione fiscale. Se vendessimo il pane ad un Euro al chilo saremmo costretti a chiudere bottega.

I panificatori artigiani non hanno paura del mercato, perché puntano alla qualità del prodotto e lottano tutti i giorni per offrirla al miglior prezzo possibile. E’ la libera concorrenza che detta le leggi.

La panificazione italiana è al 90% fatta da imprese artigiane che costituiscono un sistema concorrenziale altamente sviluppato, che da solo garantisce il contenimento dei prezzi.

(Comunicato stampa associazione panificatori)

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