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Carceri: carenze organico a Rimini, CGIL protesta

Sociale Rimini | 18:32 - 09 Maggio 2008

Nonostante il sovraffollamento della struttura, i tanto attesi rinforzi per la polizia penitenziaria del carcere "Casetti" di Rimini, non arriveranno: per questo la Cgil protesta. In una lettera inviata al Capo e al Provveditore Regionale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, al prefetto e al questore di Rimini, il sindacato evidenzia i problemi legati alla carenza d'organico e la scarsa ricettività del carcere. "Come tutti gli anni - afferma la Cgil - nella provincia di Rimini si ripresenta il problema 'estate sicura' e l'attività svolta dai vari Corpi di Polizia, Statale e Municipale, si traduce puntualmente in un notevole sovraffollamento della popolazione detenuta con aumenti anche dell'ordine del 100%. Il sovraffollamento e il periodo di detenzione molto breve, che caratterizza la maggior parte dei 'nuovi giunti', sono causa di un aumento del carico di lavoro nelle sezioni e negli stessi uffici. I dati statistici confermano nuovamente che l'Istituto di Rimini risulta essere quello con il maggior numero di ingressi rispetto ad altri Istituti strutturalmente superiori e di gran lunga più ampi, nonostante in questa stagione, a causa di lavori di ristrutturazione in corso, si presenta con un numero di sezioni detentive ridotto, con un consequenziale ammassamento dei detenuti". La situazione è stata appurata anche ieri dal Responsabile Nazionale CGIL per la Polizia Penitenziaria Francesco Quinti in visita alla struttura di Rimini. Quinti si é impegnato a portare la questione dinanzi al Capo del Dipartimento, per chiedere come mai esiste un piano di emergenza estivo che interessa tutte le forze dell'ordine tranne la Polizia Penitenziaria che con una popolazione detenuta triplicata (250 detenuti presenti nel periodo estivo a fronte dei 120 tollerabili) all'interno dell'Istituto vede triplicare il proprio lavoro e i rischi. "A ciò - aggiunge il sindacato - si aggiungono le numerose traduzioni per le udienze di convalida e direttissime dinanzi al Tribunale di Rimini che ogni giorno richiedono l'impegno di un grosso contingente di uomini (15 circa) e di mezzi con i relativi rischi, tutto personale che, per diminuire i rischi durante le traduzioni, deve essere sottratto dal servizio interno. Altrettanto preoccupante è l'elevato numero di personale, 15 unità, in forza all'Istituto di Rimini che attualmente è distaccato in altre sedì. Allarmante poi, in termini di sicurezza, la situazione che si presenterà fra qualche mese nell'Istituto riminese quando sarà terminata la fase della ristrutturazione e l'Istituto tornerà a pieno regime, (due sezioni attualmente sono in ristrutturazione) e con un così esiguo numero di personale difficilmente sarà possibile garantire i diritti del personale (riposi, ferie, turni di 6 ore¿), la loro incolumità e la sicurezza dell'Istituto stesso". Per la Cgil infine è indispensabile evitare che all'interno di celle, la più grande delle quali non supera i 12 mq, siano ammassati 8 detenuti che oltre a violare le più elementari regole sui diritti dell'uomo ed impedire ogni attività trattamentale, pongono un serio problema di sicurezza.