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Bus Veltroni a Rimini: sente profumo di rimonta

Rimini | 10:48 - 24 Febbraio 2008 Bus Veltroni a Rimini: sente profumo di rimonta

Sente profumo di rimonta. E giura che non è una suggestione portata dall'aria dell'Adriatico, né tanto meno da quel vento che di solito fa immalinconire la gente di mare, ma che a Rimini, davanti all'Arco di Augusto, fa sventolare le bandiere delle migliaia di persone venute ad ascoltarlo. Walter Veltroni segue a distanza le dichiarazioni del suo avversario Silvio Berlusconi, non lo nomina mai nemmeno per sbaglio, ma nella tappa romagnola del suo tour in pullman lo saluta come quello che lo incoraggia di più. "Fino a poco tempo fa erano sicuri di vincere, adesso parlano di pareggio. Non sono più sicuri". E se a parlarne è proprio Berlusconi, colui che con i sondaggi ha più dimestichezza, allora, conclude il leader del Pd "vuol dire che stiamo arrivando". Di province da toccare ne mancano ancora 99. Da lunedì l'autobus ripartirà per le Marche, per il suo giro d'Italia, "ma ovunque è la stessa cosa - assicura Veltroni - in ogni piazza c'é un grande entusiasmo e c'é la sensazione che qualcosa sta cambiando". A Cesena prima e a Rimini poi Veltroni è stato accolto dallo slogan 'Us po' fe", ormai ennesima declinazione locale dell'obamiano 'Si puo' faré. "Nessuno - ha detto Veltroni - avrebbe scommesso un euro o un dollaro su di me o su Obama: lui adesso è il front runner, mentre i nostri avversari in Italia stanno parlando di pareggio". Le analogie, insomma, continuano. Tuttavia, ha poi precisato Veltroni conversando con i giornalisti sul pullman, come in ogni partita che si rispetti, l'obiettivo non può essere il pareggio, ma deve essere la vittoria. Anche perché il pareggio evoca i brutti fantasmi della legislatura appena conclusa, soprattutto al Senato, dove la legge elettorale rischia di non far avere una maggioranza netta a chi la spunta alla Camera. "Il Senato - ha detto Veltroni, fra il serio e lo scherzo - è un terno al lotto, è un po' come il poker texano che ogni tanto vedo in televisione e di cui non capisco nulla: può venir fuori ogni cosa. E' una delle stranezze di questo paese, colpa della legge elettorale folle con cui votiamo". I ragazzi del Pd di Rimini lo accolgono con magliette piene di speranza, ma anche di sano realismo: 'Si puo' fare, ma c'é da lavoraré. E allora tanto vale cominciare da chi di lavoro se ne intende. Dal palco di Rimini Veltroni ha annunciato un'altra candidatura targata società civile, quella di Gian Carlo Sangalli, segretario nazionale della Cna e presidente della Camera di commercio di Bologna. "Io rappresento - ha detto il futuro parlamentare - artigiani e piccoli imprenditori, che 'si puo' faré lo dicono da sempre". E allora meglio ripartire a testa bassa, ha spiegato Veltroni, "cercando di far capire agli italiani il nostro progetto, ma senza metterci ad urlare, nemmeno se saremo aggrediti". Per dimostrare il suo fair play, quando è sceso dal palco di Cesena è andato a salutare gli attivisti di Forza Italia che stavano facendo campagna elettorale in un gazebo. "Una stretta di mano - ha detto - che sarebbe stata impensabile fino a qualche anno fa".

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