Venerdì 03 Dicembre18:39:58
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Bufera politica sul Comune di Rimini.

Rimini | 18:12 - 03 Febbraio 2009 Bufera politica sul Comune di Rimini.

Bufera politica sul Comune di Rimini. L'alleanza di centro-sinistra alla guida della città scricchiola. Due consiglieri del Pd, Coccia e Pazzaglia, non hanno votato il bilancio preventivo comunale e il partito guidato a livello provinciale dall'ex consigliere regionale Andrea Gnassi, si riunirà giovedì per decidere se espellerli dal gruppo consiliare. Ma ancora più rumore hanno fatto le dimissioni, ufficializzate ieri, del presidente del consiglio comunale Giorgio Giovagnoli, di Sinistra Democratica. Giovagnoli da tempo non condivideva la politica dell'amministrazione (sostenuta anche dal suo partito) sulle scelte relative all'urbanistica, allo stadio, ai project financing. Così ha lasciato. Il sindaco Alberto Ravaioli lo ha invitato a ripensarci e oggi gli ha inviato una lettera aperta. "Il contributo di Giorgio Giovagnoli come presidente del consiglio comunale di Rimini è senz'altro positivo - ha scritto - Ma Giorgio è anche un elemento fondamentale del dibattito nella coalizione di centrosinistra, ricco di proposte, idee e interventi nella direzione di affermare una cultura di governo attenta e solidale. Credo sinceramente che l'amico Giorgio possa e debba dare un apporto importante in vista del mantenimento degli impegni programmatici, attraverso una forte tensione etica che diventa metodo di lavoro". Ma, aldilà dei tentativi di ricucire, anche a Rimini aumenta il nervosismo tra le forze minori del centro sinistra su riforma elettorale per le europee e sbarramento al 4%. Contrasti sottolineati dal centro destra che ha chiesto elezioni anticipate al 2010 (a scadenza naturale si dovrebbe votare per il Comune nel 2011). Sarebbe un voto comunque lontano, ma l'intento è quello di evidenziare, in vista delle elezioni provinciali di giugno, il malessere nello schieramento al governo. Tanto più che a Rimini, alle ultime politiche, la Lega ha molto accresciuto i suoi elettori, mentre la sinistra ne ha persi quasi altrettanti.

< Articolo precedente Articolo successivo >