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Ass.Giovanni XXIII, che fine embrioni malati?

Rimini | 08:58 - 02 Maggio 2008

L'associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini, attraverso il suo responsabile Giovanni Paolo Ramonda, attacca il ministro della Salute uscente Livia Turco sulle nuove linee guida alla legge 40 che regola la procreazione assistita. "Siamo stupefatti - ha detto Ramonda in una nota - di come l'ex ministro della Sanità voglia ancora far parlare di sé non per curare e salvare la vita, ma per metterla a repentaglio. L'emissione delle nuove linee guida alla legge 40, tante volte annunciate, è un vero colpo di mano e non tiene per nulla in conto la dignità del più debole, del nascituro". In particolare secondo il responsabile dell'associazione, in questo modo manca "l'annunciata intenzione di dare in adozione gli embrioni umani abbandonati, su cui il ministro Livia Turco si era impegnata pubblicamente nel settembre scorso". "Permettendo la diagnosi pre-impianto - ha continuato Ramonda - ci chiediamo dove finiranno gli embrioni umani che risulteranno malati? La stessa legge ne vieta la soppressione. La nostra associazione ha già 20 coppie disponibili ad accogliere subito gli embrioni umani abbandonati e quelli che dovessero essere scartati dalle pratiche di fecondazione artificiale".