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Asili nido: Rimini il principale aumento

Attualità Rimini | 00:17 - 01 Agosto 2008 Asili nido:  Rimini il principale aumento

Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali: in Emilia Romagna è Ravenna la città più cara (361,5 euro al mese), Ferrara è tra le dieci più economiche d'Italia (199 euro al mese) e a Rimini è stato registrato il principale aumento (+6%) della regione. A livello regionale il 22% dei bimbi non riesce ad accedere al servizio. La media regionale del costo della retta è di 311 euro al mese, con un +1,3% rispetto all'anno passato. La spesa rimane al di sopra della media nazionale di 290 euro. Dal precedente anno scolastico, le tariffe sono rimaste invariate in tutti i capoluoghi ad eccezione di Rimini (+6%), Forlì (+4.4%) e Cesena (+1,5%). L'indagine (www.cittadinanzattiva.it) ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200euro e Isee di 19.900 euro, in base ai dati degli anni scolastici 2006-07 e 2007-08 forniti dai Comuni dei capoluoghi di provincia, sulle rette applicate al tempo pieno nei nidi comunali (in media 9 ore al giorno) o tempo ridotto (in media 6 ore al giorno) in assenza del tempo pieno, per cinque giorni a settimana. In Emilia-Romagna, secondo la banca dati del Ministero dell'Interno sulla fiscalità locale aggiornata al 2006, ci sono 540 asili nido comunali per 23.463 posti disponibili. Il maggior numero è in provincia di Bologna (151, con 6.952 posti), mentre la provincia di Rimini ne registra il numero minore (24, con 1.277 posti). Delle 30.270 domande di frequenza presentate, il 22% rimane in lista di attesa (la media nazionale è del 23%): Rimini presenta le liste di attesa più alte con il 49% di domande respinte, seguita da Parma (45%), Cesena (44%) e Forlì (40%). In media, in Emilia-Romagna, la copertura dei costi è assicurata per il 39% dalle rette pagate dagli utenti e per il 61% dall'ente locale. Quest'ultimo valore varia per ciascun capoluogo: Bologna fa registrare il più alto (96%). Nel confronto tra posti disponibili e bambini in età 0-3 anni, la copertura potenziale del servizio è del 16%, a fronte di una media in Italia del 6%. Per il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia, l'indagine "evidenzia l'ennesimo ritardo accumulato dal nostro Paese e l'abisso che ci separa dall'Europa": "siamo ben lontani dalla copertura del servizio del 33% come auspicato a livello comunitario entro il 2010. I dati confermano come il nostro Paese continui a soffrire della mancanza di una politica basata sulla promozione di servizi sociali, con la conseguenza che il Sud continuerà a perdere colpi, il Centro-Nord a rincorrere condizioni più adeguate alle proprie esigenze, mentre migliaia di giovani famiglie saranno costrette ad arrangiarsi da sole".