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Arbore, i miei programmi funzionano anche 30 anni dopo

Eventi Bellaria Igea Marina | 18:15 - 08 Giugno 2008 Arbore, i  miei programmi funzionano anche 30 anni dopo

"Spendiamo tanti soldi per acquistare format in Olanda, è triste se pensiamo a cosa la tv italiana era capace di fare. Noi facevamo televisione 'per', oggi si fa solamente 'contro' le altre reti per la guerra dell'Auditel. E' proprio questa la causa del declino: i dati Auditel hanno convinto tutti i dirigenti che bisogna andare incontro ad un pubblico poco colto ed esigente". Parola di Renzo Arbore, che ha aggiunto: "vorrei vedere un grande successo con poco ascolto, così com'era 'Quelli della notte'". Arbore è stato protagonista di uno eventi clou del Bellaria Film Festival a Bellaria Igea Marina (Rimini), una 'rimpatriata' ieri sera al teatro Astra con la 'banda' de 'L'altra domenicà trasmissione cult televisivo degli anni 70. La serata è stata ripresa da Rai Sat e sarà trasmessa questa sera alle 21.E' stato successo anche per la proiezione dell'unico film diretto da Arbore, "Il Pap'Occhio" con Roberto Benigni, sequestrato all'epoca dell'uscita per vilipendio alla religione. "Possibile che solo in Italia - ha commentato ieri Arbore - non si possa scherzare amabilmente sul Papa e la Chiesa".C'era anche il critico Aldo Grasso ieri sera, preso di mira da un Mario Marenco scatenato e più 'nonsense' del solito.    Nessuna scaletta, improvvisazione e tanti ricordi: Arbore si è vantato addirittura di aver insegnato a Fellini come dirigere Marenco. Tanti gli spezzoni del programma: mancavano sia Benigni che Luotto, mattatori del programma, ma erano tanti i volti familiari, fra cui le 'sorelle Bandiera'.E questa mattina Arbore, in una conferenza stampa, ha parlato appunto di tv passata, presente e futura, soddisfatto dell'attualità che dimostrano ancora oggi i suoi programmi: "Più di trent'anni e ancora sono freschi, ironici, graffianti. - ha detto - Era il risultato di un modo di operare completamente improvvisato", spiegando appunto la differenza tra televisione 'per' e televisione 'contro'. E a chi gli ha chiesto della presidenza Rai, ha risposto ironico: "voglio fare l'artista, anzi sto imparando a ballare perché vorrei finire la mia carriera danzando la morte del cigno". I suoi eredi? "Più
che Fiorello, che ricorda Walter Chiari, mi piacciono Lillo e Greg che mi ricordano un po' io e Boncompagni ad 'Alto Gradimento''. Infine, sulla possibilità di rivederlo insieme a Benigni, "perché no, non si sa mai nella vita!".