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Approvazione in Consiglio Comunale Primo Piano Strategico di Rimini

Attualità Rimini | 15:59 - 13 Maggio 2010 Approvazione in Consiglio Comunale Primo Piano Strategico di Rimini

Con l’approvazione unanime in Consiglio Comunale del Primo documento di Pianificazione Strategica di Rimini sanciamo un lavoro importantissimo, durato tre anni e che ha avuto il merito di segnare una svolta rispetto alla forme di partecipazione e di coinvolgimento delle energie della società nel nostro contesto locale; determinando un atto volontario che la Comunità adotta per disegnare in maniera condivisa gli scenari del proprio presente e del proprio futuro.

Un percorso prezioso che ci ha permesso di contribuire, anche attraverso un intenso lavoro sviluppato nelle commissioni consiliari competenti, alla definizione della prospettiva di sviluppo del nostro territorio, attraverso l’elemento fondante della “persona”, sancendo così definitivamente anche il rapporto tra Istituzioni, Politica e Società civile organizzata, rappresentata da Rimini Venture-Forum costituito dalle 62 associazioni che vi hanno aderito.

Un nuovo modello di sviluppo culturale, sociale, economico che la nostra Comunità vuole perseguire attraverso modalità innovative e attraverso l’approfondimento di temi rispetto ai quali affrontare le sfide del futuro. Innanzitutto l’innovazione da applicare nei settori chiave del nostro sistema economico e poi le sfide legate all’ambiente, ai grandi temi dell’integrazione sociale,  della Conoscenza e della Cultura. Una sfida principalmente valoriale che deve caratterizzare l’inizio di una nuova fase sul nostro territorio. Un nuovo modello di sviluppo culturale ed economico che si racconta anche attraverso la qualita’ delle relazioni tra le persone e attraverso l’individuazione di luoghi della città portatori di valore, perché appunto luoghi di relazione tra le persone.

Tutto il lavoro del Piano Strategico è volto a diventare il manifesto di questo stile, portando così Rimini a candidarsi come uno dei migliori territori in Europa capace di mettere in relazione le persone, sia per quanto riguarda i temi delle relazioni personali che delle relazioni socio-economiche. Non il documento della maggioranza dunque, non il documento dell’opposizione, ma un documento di indirizzo che la Comunità riminese ha costruito attraverso l’individuazione di linee di sviluppo strategiche e delle soluzioni più opportune a tal fine.

Si ristabilisce così il principio di sussidiarietà attraverso cui il PS è stato sviluppato, un contributo che la Società offre al lavoro della Politica, un atto serio da cui la Politica può partire per sviluppare la propria attività pratica, quotidiana, di confronto tra forze politiche di maggioranza e di minoranza, per far sì che attraverso l’esercizio del proprio ruolo, quegli elementi di innovazione, di cambiamento che devono caratterizzare una svolta nella gestione del nostro territorio possano trasformarsi rapidamente in realtà.

Un’esperienza ed una sfida inedita per noi come per molte città italiane che ancora non si sono cimentate in questo processo, uscendo dagli schemi classici, che poi sono quelli legati alla concertazione politica per decidere di vivere una sfida che oggi possiamo dire di aver vinto tutti insieme, individuando il giusto ruolo della Politica e delle Istituzioni rispetto al confronto, all’elaborazione, all’arricchimento che ci proviene dalla Società Civile organizzata.

In questo senso, tutto il Processo del Piano Strategico di Rimini, rappresenta un salto di qualità vero per la nostra comunità, un salto di qualità nel rapporto tra Politica e cittadini, nel rapporto tra maggioranza e minoranza, nell’evoluzione del concetto stesso di sussidiarietà.

Come dunque si può rendere la sussidiarietà un metodo di lavoro condiviso nella città?

Il Piano Strategico ha sviluppato un metodo applicativo del principio di Sussidiarietà, un metodo che ha delle sue specificità. Si va dal dettaglio al sistema, dal particolare all’universale…. E questo metodo oggi sappiamo che può essere portato al Sistema della Politica, nel senso più alto delle Politica e poi delle politiche locali. Un metodo che può incidere profondamente nelle politiche amministrative, attraverso anche una forte contaminazione che possa riguardare tutti gli aspetti amministrativi della nostra città. Ma prima dell’amministrazione c’è la Politica e la stessa politica è consapevole che c’è unaltrove da cui partire o ripartire.

La Politica sa benissimo che nasce da altro e sa benissimo che questo ambito può dare respiro alla gestione amministrativa locale. Alla Politica serve recuperare radici esistenziali e sappiamo che la politica da sola non si “autoriforma” ma deve essere spinta da forze che vengono dalla società civile. E per fare questo serve autocritica e non autoincensamento, questo è il ruolo della Politica e anche della cosiddetta società civile, con grande onestà intellettuale e capacità di dialogo.

Oggi apriamo una nuova fase attraverso un rapporto corretto con la società civile, attraverso uno spirito di governo che ci permette di guardare alla città nel suo insieme, di non pensare che la politica “risolva tutti i problemi all’interno delle proprie mura”, ma che è capace di volgere uno sguardo aldifuori di sé. Da parte nostra poi, come forze politiche di Governo, non c’è stata nessuna “remora o censura” nel fare un’analisi critica di come si è sviluppata nel passato Rimini e dall’altra parte, siamo consapevoli che non stiamo decidendo atti deliberativi che segneranno le delibere del futuro ma la condivisione di cosa vuole essere una comunità  e questa è la forza, il salto comune che questo consiglio comunale ha dimostrato fino ad oggi di saper fare e la forza che la politica è in grado di dare come segnale alla società civile dicendo “noi ci siamo”, non siamo chiusi tra di noi, ma “interagiamo”  insieme a voi e “insieme a voi contribuiamo alla crescita di questa comunità”, consapevoli certo del fatto che la politica deve esercitare  il suo ruolo, la logica della maggioranza e della minoranza riprenderà la sua dialettica come è giusto che sia sui singoli atti perché è chiaro che si può declinare quella visione in più di un modo ed è corretto che a quel punto sia demandata alla libera dialettica politica tra maggioranza e minoranza, all’interno del confronto istituzionale. Oggi abbiamo ristabilito un rapporto corretto con la società civile, attraverso il concetto di reciprocità fondamentale affinché la città sia compatta.

Attraverso l’approvazione unanime del Piano Strategico abbiamo messo una pietra miliare nella nostra città, che ristabilirà più sintonia tra la Politica, la Politica tutta e i nostri cittadini. Serve, a tal fine, essere in grado di individuare anche nuovi vocaboli per interpretare questa situazione. Un lessico capace di svelare bene la complessità della nostra Società e allo stesso tempo capace e di incidere maggiormente, anche da un punto di vista valoriale, sulla dimensione politica.

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