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Approvato programma attività cinematografiche

Spettacoli Emilia Romagna | 10:35 - 19 Luglio 2007 Approvato programma attività cinematografiche

La Commissione Turismo, Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport dell' Assemblea legislativa, presieduta da Massimo Pironi, ha licenziato con il voto favorevole della maggioranza (astenuti Fi e An) il 'Programma per l'insediamento di attività cinematografiche e atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi della l.r.12/2006 (Disciplina della diffusione dell'esercizio cinematografico) e dell'art. 16 della l.r. 20/2000 (Disciplina generale sulla tutela e l'uso del territorio)'. Il provvedimento contiene innanzitutto il quadro conoscitivo della diffusione degli esercizi cinematografici in Emilia- Romagna e delle dinamiche dell'offerta nel quinquennio 2001-2005. Al 31 dicembre 2005, si legge nel documento, in regione risultavano attivi 274 esercizi cinematografici, suddivisi in 183 monosale, 41 multisale (da due a sette sale), 11 multiplex (otto sale ed oltre) e 40 arene estive per un totale di 447 schermi. Quindi 11 schermi ogni 100.000 abitanti, cifra che colloca l'Emilia-Romagna tra le realtà europee ad offerta più forte, superiore al dato nazionale pari a poco più di sei schermi ogni 100.000 abitanti. Nei territori provinciali, una presenza significativamente superiore alla media regionale si registra a Ravenna e Forlì-Cesena, con rispettivamente 17 e 15 schermi ogni 100.000 abitanti, mentre inferiore alla media regionale è la provincia di Parma con sette schermi ogni 100.000 abitanti. La maggiore densità di schermi nei multiplex si registra nel ravennate, mentre l'assenza di multiplex nelle province di Modena e Parma è compensata dalla presenza significativa di multisale. Per l'offerta cinematografica nel quinquennio 2001-2005, si è registrata in regione una significativa diminuzione del numero di esercizi per la chiusura di numerosi cinema monosala, soprattutto nelle città capoluogo di provincia, mentre sono aumentati i multiplex, la cui rapida espansione in Emilia-Romagna, con cantieri avviati e nuovi insediamenti successivi al 2005, sei in particolare (due multisale e quatro multiplex) nelle province di Rimini, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma. Gli investimenti in questo senso aggraveranno tuttavia, in modo sensibile, un fenomeno che è lungi dall'essere esaurito e cioé la crisi delle monosale e delle piccole multisale nei medi e grandi centri urbani. Nel 2006 la Regione ha promulgato la legge 12 con cui definisce i principi di riferimento per l'azione amministrativa in materia di autorizzazione allo svolgimento delle attività cinematografiche, individuando anche gli indirizzi generali che orientano la programmazione della Regione, delle Province e dei Comuni, favorendo, tra l'altro, la crescita di attività che promuovono la qualità e la riqualificazione di aree urbanizzate ed il riutilizzo di contenitori dimessi, per migliorare la vivibilità e la sicurezza delle aree di insediamento. Altri obiettivi, quello di salvaguardare gli esercizi dei centri storici ed il sistema dell'offerta nelle aree montane, nei centri minori e nelle aree svantaggiate, quello di favorire un equilibrato sviluppo delle diverse tipologie di esercizio e quello di programmare gli insediamenti in stretto raccordo con il processo di pianificazione territoriale ed urbanistica, per assicurare la loro sostenibilità territoriale ed ambientale. Per l'attuazione di questi obiettivi la legge individua misure e strumenti diversi. In particolare la Regione, con atti di programmazione, definisce criteri e condizioni di presenza e sviluppo degli esercizi cinematografici di interesse sovracomunale. Spetterà poi alle Province, con il proprio Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) definire, sulla base degli indirizzi e della programmazione regionale, le scelte di pianificazione territoriale per gli insediamenti di questi esercizi per garantire una diffusione equilibrata degli insediamenti. Ma per la qualificazione e l'innovazione della rete di sale, così come per la salvaguardia degli esercizi dei centri storici o lo sviluppo di questi nelle aree svantaggiate, servono anche idonei strumenti ed incentivi di natura economica e finanziaria. A questo riguardo, è stato ribadito che i contributi economici per costruzione, ristrutturazione ed ammodernamento tecnologico degli esercizi sono tuttora disciplinati da norme statali ed erogati dal ministero per i Beni e le Attività culturali ed il passaggio della piena competenza, anche finanziaria, alle Regioni è attualmente materia di confronto fra Stato e Regioni. Per la situazione di crisi del piccolo esercizio nei centri storici, si sono semplificate le procedure di autorizzazione alla trasformazione da monosale a piccole multisale, sulla base della tendenza attuale dell'offerta cinematografica. E' poi previsto dalla legge che i Comuni sostengano queste trasformazioni anche attraverso la parziale modifica della destinazione d'uso, rendendone meno onerosa la riconversione. Gli obiettivi di Regione, Province e Comuni sono quelli di agevolare l' insediamento di medie multisale (non più di sei sale e non più di 1.200 posti) nei centri di media grandezza, situati al centro di bacini d'utenza significativi, distanti da grandi citt' e privi di esercizi cinematografici di interesse sovracomunale; di salvaguardare e riqualificare il sistema dell'offerta nei centri storici e nelle aree svantaggiate; di limitare l'insediamento di grandi multisale (più di sei sale e con più di 1.200 posti) nei soli territori che ne sono carenti in rapporto alla diffusione media regionale. Per la programmazione di questi insediamenti di interesse sovracomunale, si prevede anche la suddivisione del territorio in ambiti sovracomunali configurabili come unico bacino d'utenza e si precisano le condizioni di presenza e sviluppo di questi esercizi e le dotazioni infrastrutturali e territoriali, definendo i parametri per determinarne gli standard (posti a sedere, parcheggi pubblici e pertinenziali, verde pubblico, accessibilità, idoneità rispetto alla rete viaria).