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'Antigone' al teatro della Regina

Spettacoli Cattolica | 12:24 - 17 Gennaio 2011 'Antigone' al teatro della Regina

Torna la prosa sul palco del Tetro la Regina di Cattolica.
Martedì 18 e mercoledì 19 doppio appuntamento con l’ANTIGONE di Sofocle per la regia di Maurizio Panici e con l’interpretazione di Mascia Musy.
E’ una delle più acute trascrizioni dell’Antigone di Sofocle, quella composta  nel 1944 da Jean Anouilh, opera nella quale al conflitto fra la legge dello Stato, rappresentata da Creonte, e la legge degli uomini rappresentata da Antigone si sostituisce un conflitto più umano e personale tra i due personaggi, un gioco di interiorità a confronto, un diverso modo di osservare se stessi e gli altri, una dinamica opposta di rapporto con l’esistenza.
Provvede il regista Maurizio Panici a riprendere il testo del drammaturgo francese, curandone la traduzione, l’adattamento e la messa in scena e  affidando a Mascia Musy il ruolo del titolo e a Roberto Latini  quello di Creonte, completando il cast con Domenico Diele, Alessandra Fallucchi, Fabio Mascagni, Marco Vergani, Annalisa Amodio ed entrando lui stesso in scena.
Commenta il regista: “Antigone è tragedia dell’oggi, del dubbio e dell’inquietudine, conflitto tra leggi del cuore e osservanza delle regole, linea di confine dove l’ideale giovanile si misura con l’acquisita responsabilità. La struttura stessa della tragedia di Anoulih è distonica: se l’impianto drammatico è moderno, le didascalie sembrano indicazioni per la sceneggiatura di un film (“con un impercettibile sorriso” , “le stringe le braccia”, “con lo sguardo perduto”…).
La scrittura è epica e nello stesso tempo quotidiana e minima, il conflitto con l’assoluto enorme ma reso in maniera piana, parlata e non urlata. Tutto è dichiarato, fin dal prologo che apre lo spettacolo illustrando i personaggi che reciteranno la storia”. La tragedia fu messa in scena per la prima volta nel 1944  nella  Parigi occupata dai nazisti, al Théâtre de l'Atelier, con regia, costumi e scenografia  di André Barsacq, e non ebbe alcun successo, pur suscitando un acceso dibattito, visto che, proprio in quel momento, in cui all’invasione si opponevano le forze della resistenza, sembrava ripetersi il contrasto fra necessità della legge e disubbidienza.
“Lo spostamento operato da Anouilh rispetto alla tragedia di Sofocle, dalla contrapposizione tra leggi divine e leggi dello stato, ad un conflitto di sentimenti, è la ragione della nostra scelta- dichiara il regista Maurizio Panici. Creonte e Antigone sono le facce di una stessa medaglia e si riflettono continuamente, rinviando il conflitto come in un gioco di specchi: conflitto eterno tra vecchiaia e giovinezza, maschile e femminile, sfera dell’intimità privata e sua profanazione pubblica.  “Antigone” è tragedia dell’oggi, del dubbio e dell’inquietudine, conflitto tra le leggi del cuore e osservanza delle regole ,linea di confine dove l’ideale giovanile si misura con l’acquisita responsabilità”.

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