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Ambiente: allarme inquinamento fiumi E-R

Ambiente Ravenna | 15:18 - 11 Agosto 2008

Buono lo stato di salute delle acque di balneazione, preoccupante quello dei fiumi a cavallo tra Emilia e Romagna: su sei foci monitorate, due sono inquinate e tre leggermente inquinate. E' questo il responso delle analisi di Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente realizzata con in collaborazione con il ministero dell'Ambiente. Gli esiti dei prelievi sono stati presentati in una conferenza stampa a Marina di Ravenna, e Goletta verde ha alla fine assegnato la bandiera nera alle amministrazioni comunali di Cervia, Comacchio e Ravenna per speculazione edilizia e consumo di suolo. Dodici i punti campionati nelle province di Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena, comprese le foci dei fiumi Savio, Lamone, Reno, Canale, Rubicone e Uniti. Tutte entro i limiti di legge le acque di balneazione nel Ravennate, mentre segnali di sofferenza si riscontrano alle foci dei fiumi Uniti e Lamone, leggermente inquinate, e alla foce canale destra del Reno, inquinato. Stessa condizione per la foce del Rubicone, nella provincia di Forlì-Cesena, che però migliora a Cesenatico. Anche la provincia di Ferrara mostra un bilancio a metà: positivo lo stato di balneazione delle acque di Comacchio, ma leggermente inquinata la foce del Reno. A parte lo stato delle acque di balneazione, per Massimo Serafini della segreteria nazionale di Legambiente le analisi di Goletta Verde confermano che "siamo ben lontani dal ritenere soddisfacente l'operato di molte amministrazioni comunali. Da una parte il chiaro segnale d'allarme alle foci dei fiumi, dall'altra la preoccupazione per la dilagante occupazione del suolo pubblico, non certo per fini turisti sostenibili, ma troppo spesso con scopi meramente speculativi, mostrano chiaramente che per molti Comuni è necessario un immediato cambio di direzione." Riguardo all'allarme speculazione la portavoce di Goletta verde Elisabetta Galgani ha fatto notare come nei tre comuni costieri del parco del Delta del Po "sono ben 958 seconde case ogni chilometro lineare di costa".