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Alleanza comuni - fisco: 11 milioni di euro accertati, 3 milioni riscossi

Attualità Emilia Romagna | 10:47 - 20 Gennaio 2011

Oltre 7mila segnalazioni di sospetta evasione inviate dai Comuni  1.400 accertamenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate ma soprattutto un’evasione scoperta di 11,5 milioni di euro di cui 3 milioni già restituiti alle casse dell’erario, con un incremento-record rispetto ai 63mila euro del dicembre 2009.
Questi i numeri dell’alleanza tra Agenzia delle Entrate e Comuni in Emilia-Romagna, entrata nella fase operativa nel luglio 2009. Nei diciotto mesi trascorsi la fetta dei Comuni che hanno aderito al Protocollo di intesa tra Agenzia e ANCI si è progressivamente allargata, fino a raggiungere quota 214 su un totale di 348 (61%). In termini di popolazione, l’adesione al patto anti-evasione è ancora più significativa: solo il 16% della popolazione emiliano-romagnola è ancora fuori dallo sguardo incrociato dei funzionari comunali e degli 007 del fisco.
La “mappa dell’evasione” vede la maggiore concentrazione di segnalazioni nelle province di Bologna (1.665), Modena (1.556) e Ravenna (942). Nella classifica per Comune, il municipio-leader è  Bologna (956 segnalazioni), che precede Ponte dall’Olio (558), Rimini (475) e Cesena (442). È ancora Bologna a guidare la graduatoria delle segnalazioni più proficue, con una maggiore imposta accertata di 3,1 milioni di euro – a dicembre 2009 il “bottino” scoperto non arrivava a 100mila euro. Seguono Ferrara (914mila euro di maggiore imposta accertata grazie a 132 segnalazioni, con una media di 6mila euro per segnalazione) e Mirandola (828mila euro, 327 segnalazioni). A livello provinciale, l’evasione scoperta si concentra nelle province di Bologna (4 milioni di euro), Modena (3,1 milioni) e Forlì-Cesena (1,1 milioni).
Il settore a maggiore rischio di evasione è la “proprietà edilizia e patrimonio immobiliare”: il 68%  delle segnalazioni riguarda infatti rendite catastali e affitti non dichiarati, per una maggiore imposta accertata di 1,5 milioni di euro. Auto di lusso, abitazioni di pregio, in generale uno stile di vita in palese contrasto con il reddito dichiarato, sono invece gli elementi che hanno dato il là a un migliaio di segnalazioni (14% del totale): una quota minoritaria che ha consentito però di scoprire un’evasione complessiva di 4 milioni di euro. Ancora più notevole la performance registrata nel settore “urbanistica e territorio” che - a fronte di una percentuale di segnalazioni ridotta (11%) -  fa segnare la maggiore imposta accertata più elevata: 5,2 milioni di euro evasi attraverso operazioni di speculazione edilizia. Enti non commerciali che svolgono attività lucrative, professionisti privi di partita Iva e residenze fittizie all’estero sono oggetto del restante 6% di segnalazioni, con una maggiore imposta accertata pari a 830mila euro.
Le somme riscosse grazie alla collaborazione tra Comuni e Agenzia delle Entrate ammontano a 3,1 milioni di euro, contro i 63mila euro del dicembre 2009. Anche in questo caso, i settori più redditizi si rivelano quelli di “urbanista e territorio” (1,6 milioni di euro riscossi, 53% del totale) e “beni indicativi di capacità contributiva” (1,1 milioni, 36%). Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le segnalazioni provenienti da Bologna (1 milione di euro), Cesena (600mila euro) e Soliera (450mila euro) hanno fruttato gli incassi più consistenti.

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