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All'Infermi operato con successo bimbo affetto da sordità

Sanità Rimini | 17:26 - 12 Maggio 2010 All'Infermi operato con successo bimbo affetto da sordità

Dopo l'operazione su una neonata in termoculla, un altro intervento chirurgico su un paziente molto piccolo, all'Ospedale “Infermi” di Rimini. L’équipe chirurgica dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria guidata dal dottor Enzo Calabrese, ha effettuato un intervento chirurgico su un paziente di appena due anni, al quale è stato inserito un impianto cocleare (più popolarmente conosciuto come “orecchio bionico”).

L’intervento si è svolto circa un mese fa ed ha avuto esito positivo. L’impianto è stato poi recentemente attivato e anche questa seconda parte dell’operazione è andata bene. Ora il piccolo paziente dovrà sottoporsi a riabilitazione all'ascolto da parte dei foniatri, ma il fatto di essere stato sottoposto all’intervento chirurgico a pochi mesi di vita renderà tale procedimento meno difficoltoso e più proficuo.

All’intervento, effettuato dal dottor Calabrese, dal dottor Cola e dal dottor Farneti, ha partecipato l’équipe medica ed infermieristica delle Sale Operatorie (guidata dal dottor Montanari); va ricordato, peraltro, che il personale dell’Unità Operativa di Anestesia – Rianimazione dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, diretta dal dottor Amedeo Corsi, ha maturato una grande e preziosa esperienza nelle pratiche anestesiologiche su bambini e neonati.

“Sono particolarmente contento per il risultato di questo intervento  chirurgico – commenta il dottor Calabrese – specialmente perché, in virtù della giovanissima età, questo paziente potrà ottenere una capacità uditiva quasi sovrapponibile a quella di un bambino normoudente. Voglio inoltre rimarcare la preziosa collaborazione e integrazione con le altre unità operative, senza la quale non avremmo potuto ottenere risultati di alto livello come questi. Ci tengo infine a ringraziare nuovamente il Lions Club Rimini – Riviera, che ha effettuato una donazione di 50mila euro per l’educazione foniatrica di questi piccoli pazienti”.

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