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Ago al Motogweek 2008 con la sua MV Agusta

Sport Misano Adriatico | 20:22 - 18 Agosto 2008

Considerato il più grande motociclista di tutti i tempi, Giacomo Agostini racconta di salire tuttora sulla sua MV Agusta 350/500, per andare a raduni d’epoca e manifestazioni.
Lo abbiamo intervistato prima di incontrarlo al MotoGWeek
Nei sei giorni che precedono il GP Cinzano di San Marino e della Riviera di Rimini, sarà allestita l’affascinante mostra dedicata alle due ruote che hanno fatto la storia del MotoMondiale. Tra i fortunatissimi mezzi esposti, spiccherà la MV Agusta 350\500 tre cilindri, proprio quella cavalcata per anni dal mitico Giacomo Agostini. Fu con il celeberrimo “Ago” che la motocicletta di casa varesotta debuttò sulla pista di Nurburing, in occasione del Gran Premio del 1965. Oggi più che mai, il marchio MV Agusta è sulle cronache dei giornali, per la recente cessione al colosso statunitense Harley Davidson.
 
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L' intervista (a cura di Elena Becchi):
 
La moto sulla quale ha conquistato la maggior parte dei successi iridati sarà esposta a San Marino in occasione della Mostra MotoGP World Bilboa, nell’ambito della manifestazione MotoGweek. Qual è oggi la sensazione che prova al vederla sotto le spoglie di oggetto di culto? Quali emozioni prova? Provo una sensazione bellissima. Quella motocicletta può ritenersi mitica: essa ha fatto la storia del motociclismo italiano, poiché non solo è un mezzo progettato e prodotto interamente nella nostra nazione, ma a guidarlo c’era un italiano (il sottoscritto). Insomma, un connubio di italianità. In sella a quella moto ho conquistato 13 titoli iridati. E’ così che è diventata il simbolo della velocità a due ruote made in Italy. 
Quando “la” guarda, le viene mai voglia di riprenderla in mano e “farci un giretto”?
Come no! Ci giro spesso! La porto con me ai Revival o ai motoraduni anni Settanta Ottanta.Tra due settimane girerò a bordo della MV Agusta 350/500 sul vecchio di circuito di Imatra in Finlandia. Del resto, non ho ancora abbandonato la motocicletta: essa rappresenta ancora il mio mezzo preferito, e la uso tutti i giorni. A seconda della giornata e della destinazione, mi vedete a cavallo di una MV, oppue di una TMAX. Giro in città, o fuori città, ma sempre per brevi tratti.
La Romagna è diventata la sua seconda terra. Cosa la lega ad essa?
I grandi ricordi. Tuttora mi emozioni al ripercorrere con la memoria del primo viaggio da Rovere a Rimini per disputare le prime gare. La Romagna per me è passione, è vita, è grande emozione.
Ha qualche ricordo in particolare che ci vuole raccontare?
Certo!! Avevo appena vinto una competizione contro Pasolini, eroe in patria della motocicletta, e seppi che un gruppetto di fans sfegatati mi attendeva per….”farmela pagare”… Mi nascosi in un garage nei pressi del circuito. Salii subito sull’autoambulanza parcheggiata, e mi feci trasportare all’hotel….
Come Pasolini all’epoca, anche oggi la maggior parte dei campioni delle due ruote sono romagnoli. Lei è d’origini pavesi invece. Significa che la terra non fa i piloti?
Beh credo che in Romagna nascano più piloti, per la stessa ragione per la quale sulle coste nascono più pescatori! C’è poi qualche eccezione…
Quindi lei è l’eccezione che conferma la regola?
In parte sì sicuramente, ma non dimentichiamo che anche Bergamo è terra di motori e di velocità.
Dei campioni attuali, chi preferisce? C’è qualcuno che può essere considerato il suo erede?
Non ho mai pensato di avere un erede. Certo è che chi sta facendo grandi cose è Valentino. Sono certo che egli faccia parte di quella ristretta schiera di centauri che nascono raramente e che portano avanti la storia del motociclismo.
E’ recentissima la notizia dell’acquisizione del marchio Agusta – Cagiva da parte di Harley Davidson. Cosa ne pensa?  Alcuni sostengono che tale passaggio potrà in qualche modo inficiare l’italianità del brand. E’ d’accordo?
L’azienda – si sa – era in difficoltà, pertanto la cessione è stata dovuta. Sono contento che il marchio italiano sia andato nelle mani della Harley Davidson, poiché sono certo che la casa motoristica non potrà che potenziarne la tecnologia e il design, pur nella coerenza che da sempre la contraddistingue. Inoltre il centro produttivo rimane a Varese, garantendo il mantenimento dell’italianità.