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Conto Mazzini, pesanti condanne per tutti i coinvolti nella tangentopoli sammarinese

Attualità Repubblica San Marino | 08:10 - 30 Giugno 2017 Conto Mazzini, pesanti condanne per tutti i coinvolti nella tangentopoli sammarinese

Pesanti condanne per molti dei big coinvolti nell'inchiesta sul 'Conto Mazzini' della Banca commerciale sammarinese, la tangentopoli del Titano. Nove anni di "prigionia" per Giuseppe Roberti, che fu ai vertici dell' istituto di credito oramai chiuso nel quale fu acceso il libretto al portatore intestato a "Giuseppe Mazzini", nome fittizio ovviamente, su cui transitarono i soldi per le tangenti. All'ex ministro Dc Claudio Podeschi, che fu arrestato con la compagna, 8 anni. All'ex ministro socialista Fiorenzo Stolfi, anch'egli per un periodo agli arresti, 7 anni e 6 mesi. Agli ex ministri Pier Marino Menicucci 4 anni e 3 mesi, Pier Marino Mularoni 5 anni, Giovanni Lonfernini 4 anni e 3 mesi, Gian Marco Marcucci 5 anni e 3 mesi. A Pietro Silva, amico di Podeschi, 7 anni e 6 mesi. A Luigi Moretti, 6 anni. Al banchiere Gian Luca Bruscoli 9 anni e 6 mesi, a Nicola Tortorella 8 anni. Pene pi lievi poi per gli ex consiglieri Psd Stefano Macina e Claudio Felici 2 anni di prigionia, pena sospesa. 

La compagna di Podeschi, Biljana Barica, è stata condannata a 4 anni. Gli uomini d'affari greci Stafanos Balafoutis a 4 anni e Stefanos Papadopulos a 2 anni, pesa sospesa. A Moris Faetanini condanna a 2 anni, pena sospesa. Per le posizioni di minore spicco ci sono state alcune assoluzioni. Marziano Guidi, presidente di finanziaria, assolto come Romano Lenzi, Mirella Frisoni, Giuseppe Moretti, Daste Solar. Fu nel 2014 che ebbe inizio una delle indagini pi complesse che il Tribunale commissariale sammarinese abbia mai portato a termine. Il commissario della legge Alberto Buriani, a capo di un pool di magistrati, scoprì i legami del mondo affaristico, gli ambienti bancari e i politici al governo e nella maggioranza negli ultimi 20 anni della storia della Repubblica sammarinese. Un'indagine fatta su riscontri documentali, conti bancari cifrati, e senza intercettazioni telefoniche, tecniche che a San Marino non sono permesse per legge. Oggi, due anni dopo il rinvio a giudizio e una lunga serie di udienze di primo grado, il giudice Gilberto Felici ha letto il dispositivo. Le motivazioni arriveranno ad ottobre, ma a una prima osservazione appare che l'impianto accusatorio è stato pienamente accolto. 

ANSA

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