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Alta Valmarecchia, Regione Marche batte cassa per trasferire case popolari: deciderà il Consiglio di Stato

Attualità Valmarecchia | 17:35 - 27 Maggio 2017 Alta Valmarecchia, Regione Marche batte cassa per trasferire case popolari: deciderà il Consiglio di Stato

Una cinquantina di alloggi di edilizia residenziale pubblica dell'Alta Valmarecchia sono ancora in mano alla Regione Marche, che per rilasciarli chiede un corrispettivo economico, nonostante una prima intesa del 2010 in cui si impegnava a trasferirli, in quanto beni apparteneneti al patrimonio indisponibile. Determinante sarà una pronuncia del Consiglio di Stato che dovrà dirimere la controversia tra la Regione Marche e l'Emilia Romagna.


La nota dell'Amministrazione Comunale di Novafeltria


Con il passaggio dei sette comuni dell'alta Valmarecchia nella regione Emilia-Romagna è rimasto irrisolto il tema degli alloggi erp di proprietà di Erap Marche.

 Infatti, nonostante l'intesa sottoscritta tra le due regioni nell'anno 2010, in cui si afferma che "la regione Marche si impegna altresì a promuovere le procedure necessarie al trasferimento degli alloggi erp ubicati nel territorio dei sette comuni e non ricompresi nel programma di vendita, in quanto beni appartenenti al patrimonio indisponibile", la regione Marche si è dimostrata da subito matrigna rancorosa per il torto subito.

Con un atteggiamento ostruzionistico, che ben conoscono i cittadini di Sassofeltrio e Montecopiolo, la giunta regionale marchigiana, un anno dopo, aggiungeva due commi ad una propria legge del 2005 e modificava, così, la disciplina prevedendo il solo trasferimento a titolo oneroso degli alloggi di cui trattasi. 

Non contenta, nel 2015, senza consultare nessuno dei Comuni interessati, ERAP Marche provvedeva ad inserire tutti i 51 alloggi erp nel programma di alienazione al fine della loro dismissione. In questi anni i tentativi politici di trovare un accordo da parte delle due Regioni sono andati a vuoto. La componente marchigiana si è fatta molto desiderare ai tavoli della contrattazione, al punto che si è dovuto adire il Prefetto e chiedere un parere al Consiglio di Stato sullo status giuridico di tali alloggi. Attualmente ci troviamo nell’assurdità di attendere un provvedimento che chiarisca chi ha ragione tra le Marche, che sostengono che la concessione del patrimonio erp all'Emilia Romagna debba avvenire a titolo oneroso altrimenti si verificherebbe un ipotetico danno erariale ( gli alloggi, però, sono stati completamente finanziati con fondi statali) e la regione Emilia-Romagna che, invece, ritiene che gli alloggi al pari di tutte le infrastrutture pubbliche debbano passare in proprietà ai Comuni e che un eventuale atto di acquisto da parte dell'ente regionale comporterebbe certamente danno erariale.

La questione sarebbe di facile risoluzione se solo si facesse riferimento allo scopo per cui esistono tali edifici: realizzati con soldi pubblici destinati non all’Erap Marche ma ai cittadini dell’alta Valmarecchia, dovevano sostenere la capacità dei singoli Comuni della valle di essere concretamente d’aiuto ai propri cittadini più fragili.

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, in attesa che la Regione Marche dismetta l’atteggiamento da matrigna ferita nell’orgoglio e dimostri di essere democratica come si professa, chiediamo ai cittadini di non avventurarsi in acquisti di immobili che a breve potrebbero essere dichiarati viziati da mancanza di titolarità a vendere.


Elena Vannoni             

Assessore alla politiche sociali del Comune di Novafeltria

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