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'Che vergogna uscire con gente conosciuta su Internet, pagherai tutto', così 23enne minacciava la ex: denunciato

Cronaca Rimini | 11:57 - 27 Maggio 2017 'Che vergogna uscire con gente conosciuta su Internet, pagherai tutto', così 23enne minacciava la ex: denunciato

Non accetta la fine della sua relazione e inizia a perseguitare la ex che, esasperata, lo denuncia alla Polizia e lo fa arrestare. A finire ai domiciliari per atti persecutori è stato un 23enne di Ravenna. La segnalazione è arrivata in Questura a Rimini nell’aprile di quest’anno. La relazione, durata circa un anno, era terminata nella metà del 2016. Il giovane aveva da subito iniziato a contattare continuamente la donna, si presentava davati casa, sul posto di lavoro, nei posti da lei frequentati, tentando di convincerla a riallacciare la relazione. I suoi atteggiamenti diventavano via via sempre più prepotenti e dalle sollecitazioni era passato alle minacce: le diceva spesso che sarebbe diventato il suo incubo e alcune occasioni l’aveva anche offesa con parole pesanti e minacciata. La situazione si era aggravata quando la donna aveva iniziato a frequentare un uomo di Perugia, nei primi di aprile. Il 23enne, appresa la nuova relazione, aveva inviato due sms alla ex avvertendola che avrebbe teso loro “un agguato, pagherai tutto – le aveva scritto – Io mi vergognerei a uscire con gente conosciuta on-line. Umbria ti dice qualcosa? Vedrai che scherzi vi aspettano, merde”.

Anche l’uomo di Perugia era stato raggiunto da alcuni messaggi, “Tu e lei – scriveva – state molto attenti, guardatevi le spalle, state attenti”. Stanca e spaventata dai pedinamenti, dalle pressioni e dalle minacce, la donna si è rivolta alla Polizia raccontando tutto nei dettagli. Il sostituto procuratore che ha coordinato le indagini, dr. Paolo Gengarelli, ha pertanto chiesto e ottenuto l’adozione dell’ordinanza restrittiva della libertà personale: l’uomo in base agli elementi acquisiti durante l’attività di indagine ha costretto la sua ex compagna a riallacciare la relazione sentimentale minacciandola e ingiuriandola, pedinandola e perseguitandola.

I comportamenti vessatori e prevaricatori tenuti dall’uomo hanno determinato nella donna uno stato di prostrazione e di ansia tale da compromettere i ritmi e le proprie abitudini,  temendo costantemente di essere pedinata e di subire sul posto di lavoro, a casa o in palestra, condotte ingiuriose e intimidatorie. Per l’uomo, incensurato, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

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