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Doping: oltre 40 atleti riminesi coinvolti, prosegue maxi processo. Coni chiede un risarcimento di 200mila euro

Cronaca Rimini | 17:13 - 15 Maggio 2017 Doping: oltre 40 atleti riminesi coinvolti, prosegue maxi processo. Coni chiede un risarcimento di 200mila euro

Atleti di ogni disciplina, dal calcio al ciclismo, professionisti e non, sono accusati di aver assunto sostanze dopanti, al termine di una complessa indagine dei Nas che ha avuto come centro la posizione del medico riminese Vittorio Bianchi, già condannato e sul cui capo è pendente un secondo procedimento giudiziario. Lunedì 15 maggio è ripreso al Tribunale di Rimini il maxi processo che ha visto sul banco degli imputati 45 atleti, più della meta dei quali giù usciti dal procedimento, potendo contare sulla prescrizione. In udienza ha preso parola un Maresciallo dei Carabinieri del Nas: nella sua deposizione è emerso che gli imputati si facevano prescrivere le visite da Bianchi senza usare l'espediente dei falsi nomi; un escamotage, comune in quest'ambito, per coprire la frequentazione dello studio del medico in cui vengono prescritte sostanze dopanti. Un'eccezione sollevata in precedente udienza da uno dei legali difensori, l'Avvocato Paolo Ghiselli, ha sottolineato l'assenza nel capo di imputazione dell'indicazione delle gare sportive a cui gli imputati hanno partecipato, falsificando il risultato finale delle stesse a causa delle loro prestazioni alterate; un ragionamento su cui sono convenuti anche altri Avvocati difensori. In sostanza l'impiego di doping non finalizzato alla partecipazione alle gare, quanto al miglioramento delle proprie prestazioni nell'ambito di un'attività sportiva condotta singolarmente, non configurerebbe attività dolosa da parte degli imputati. Nel processo si è costituito il Coni parte civile, chiedendo un risarcimento di 200.000 euro. 

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