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Violenza su anziani in casa di riposo, la Procura chiede misure cautelari per tre indagati

Attualità Rimini | 20:39 - 10 Maggio 2017 Violenza su anziani in casa di riposo, la Procura chiede misure cautelari per tre indagati

La Procura di Rimini ha presentato appello al Tribunale della Libertà di Bologna per ottenere un provvedimento di misura cautelare nei confronti di 3 dei 4 operatori socio-sanitari indagati per maltrattamenti nei confronti di pazienti anziani o affetti da malattie mentali, ospiti di una casa di cura del Riminese. Giovedì scorso, infatti, a conclusione di un'indagine, partita nel 2016 ed affidata ai carabinieri di Riccione, il Tribunale ha notificato un'ordinanza con cui il gip ha disposto il divieto di avvicinamento ai pazienti solo per 2 dei 4 indagati, ritenendo che per gli altri due non sussistano comportamenti incriminati. Ieri l'interrogatorio di garanzia, in cui gli indagati colpiti da misura di allontanamento hanno respinto ogni addebito. Intanto l'appello della Procura stato fissato per il 24 maggio. L'indagine era partita nel 2016 dall'esposto di alcuni operatori che avevano denunciato le maniere troppo energiche di alcuni colleghi. I carabinieri di Riccione con l'aiuto di telecamere nascoste hanno potuto esaminare ore e ore di filmati formulando accuse che vanno dal maltrattamento alla violenza sessuale. Su alcuni episodi però, il gip che come scrive nell' ordinanza ha visionato le immagini, non vi sarebbe la gravità indiziaria per giustificare le misure cautelari. Le riprese in realtà per un certo periodo erano stata sospese perché nell' aprile del 2016, della vicenda erano stati interessati i giornali locali, rendendo il comportamento degli operatori molto più cauto. Sulla vicenda infine è intervenuta Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato un'interrogazione che sollecita le AUSL ad effettuare un controllo straordinario. "La Regione non può restare immobile, permettendo di fatto che possano esistere sul territorio strutture che abusano di chi è fragile e indifeso - conclude la Sensoli - occorre agire con maggiori controlli da parte dei servizi dell'AUSL competenti, in modo straordinario e superando l'attuale regolamentazione dei controlli rilevatesi non efficaci". 

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