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Morto dopo aver bevuto dell'acido, aperta indagine: non è detto che il liquido fosse nell'aranciata

Attualità Rimini | 17:08 - 27 Aprile 2017 Morto dopo aver bevuto dell'acido, aperta indagine: non è detto che il liquido fosse nell'aranciata

Morte conseguente ad altro reato, è con questa ipotesi di reato che il sostituto procuratore Paola Bonetti ha aperto il fascicolo d'indagine sul decesso del 54enne idraulico di San Clemente (Rimini), avvenuto ieri mattina in ospedale dopo che in tarda mattinata a casa sua aveva bevuto una bibita contenete un liquido corrosivo. Al momento non vi sono iscritte persone indagate. La Procura ha anche disposto l'autopsia, eseguita in mattinata dalla dottoressa Donatella Fedeli. Sulle cause della morte e sulla composizione chimica del liquido che ha eroso gli organi interni dell'uomo deceduto dopo un'operazione disperata c'è ancora molto da scoprire. Per precauzione la Procura ha disposto il sequestro della partita di bibite della quale faceva parte quella bevuta dal 54enne e acquistata dalla moglie in un supermercato della grande distribuzione. Non è detto però che il liquido corrosivo sia stato ingerito con l'aranciata come raccontato dalla stessa vittima ai soccorritori e alla moglie. Non si esclude che possa averlo assunto con dell'acqua tanto che tra gli oggetti sequestrati vi è un bicchiere e altre bottiglie trovate a casa della vittima. L'uomo secondo una prima ricostruzione dopo aver assunto la sostanza, tra le ipotesi anche quella di veleno per topi, ha telefonato alla moglie, intorno alle 13, e ai soccorsi. Sul posto è così intervenuta l'ambulanza del 118 che ha trasportato il paziente in ospedale deceduto dopo diverse ore, la mattina dopo, e solo dopo un'operazione tentata per salvargli la vita.

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