Martedý 18 Febbraio14:01:01
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Cadavere nella valigia, luci ed ombre sulle ultime ore di Katerina, proseguono le indagini

Attualità Rimini | 07:05 - 06 Aprile 2017 Cadavere nella valigia, luci ed ombre sulle ultime ore di Katerina, proseguono le indagini

Katerina Laktionova, trovata morta in un trolley qualche settimana fa, già nel 2015 era stata ricoverata per una decina di giorni a Rimini dove era arrivata con un semplice permesso turistico. Dall'ospedale era stata dimessa con l'indicazione precisa data alla mamma di farla seguire dal centro di salute mentale. Ma lì, alle cure del servizio specialistico, la ragazza non c'era mai arrivata. L'indagine della polizia, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, non è chiusa. C'è ancora da fare un lavoro di verifica sulle responsabilità della mamma che avrebbe raccontato in lacrime a un amico italiano di aver messo la figlia nel trolley per disperazione dopo avere vegliato il cadavere alcuni giorni in casa. La donna, originaria di Mosca, 48 anni, badante, sarebbe ritornata in Russia con un volo diretto, il 18 marzo scorso, qualche giorno prima del ritrovamento del corpo nella valigia, un trolley blu, lo stesso che un testimone ha raccontato alla polizia di aver visto nelle acque del porto canale già il 24 marzo. Dal momento del ritrovamento, in un paio di giorni, la polizia ha identificato la ragazza. Grazie ai rilievi della scientifica della sezione di Bologna, attraverso la tecnica dell'idratazione dei polpastrelli, gli investigatori sono arrivati a un nome e dal sistema computerizzato è emerso anche il permesso di soggiorno.

Il collegamento con la madre è stato immediato, come pure l'individuazione del domicilio delle due donne. La polizia è riuscita anche ad identificare l'amico della mamma, l'italiano pensionato che da qualche tempo si era fatto carico della drammatica vicenda delle due straniere. Convocato più volte in Procura l'uomo ha raccontato come la donna, disperata per il lutto, avrebbe perso la testa e deciso di occultare il cadavere. I reati ipotizzati dalla Procura sono infatti dispersione di cadavere e abbandono d'incapace. Stando alla testimonianza dell'uomo, la ragazza sarebbe morta tra il 10 e l'11 marzo e il corpo sarebbe rimasto in casa per almeno una settimana. Quando la polizia ha perquisito il domicilio delle due donne, un appartamento in centro storico, era ancora presente l'odore acre della morte. La ragazza nelle sue ultime settimane di vita, finché non si è spenta per la fame, sarebbe rimasta inferma a letto in una stanza con le finestre chiuse.