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Maxi multe per chi sorpassa i ciclisti a meno di un metro e mezzo: 'accanimento contro automobilisti, strade strette'

Attualità Rimini | 15:35 - 29 Marzo 2017 Maxi multe per chi sorpassa i ciclisti a meno di un metro e mezzo: 'accanimento contro automobilisti, strade strette'

Con il primo caldo automobilisti e ciclisti si contendono nei fine settimana le strade provinciali. Un "dualismo" spesso fonte di polemiche: i primi si arrabbiano alle vista degli appassionati delle due ruote, considerati un intralcio alla circolazione; i secondi chiedono più rispetto, come utenti "deboli" della strada. Automobilisti che non rispettano precedenze o effettuano sorpassi azzardati, ciclisti che si affiancano e non rispettano lo schieramento a fila indiana. Il rischio è dietro l'angolo ad ogni strada. Snodo cruciale del traffico, la Marecchiese è stata spesso in passato luogo di incidenti tra automobili e biciclette. Contano le responsabilità, sia quando si ha tra le mani un volante o un manubrio. Tuttavia a lamentarsi spesso sono gli automobilisti, a fronte di una presunta immunità del ciclista. Ivano Vandi, Comandante del Corpo Intercomunale di Polizia Municipale dell'Unione Comuni Valmarecchia, ricorda il presidio costante delle forze dell'ordine e le norme imposte anche a chi è in sella a una bicicletta: ad esempio il divieto di passare con il rosso o di parlare con il cellulare. E anche quelli che non rispettano la fila indiana sono passibili di sanzioni. "Le multe ai ciclisti le facciamo, ma non è facile, bisogna essere presenti al momento e fare fermare i ciclisti", spiega il Comandante Vandi


A proposito di sanzioni e di dualismo tra due e quattro ruote, c'è una grande novità in arrivo. In Senato è partita la discussione sul ddl 2658, ribattezzato "salvaciclisti". Il Codice della Strada prevede ex art.148 che il sorpasso deve essere fatto "senza creare pericolo o intralcio". Un sorpasso a danno di un ciclista diventa pericoloso quando l'automobilista non lascia un margine di sicurezza tra lui e la bicicletta. In base alla nuova normativa, che colma una lacuna normativa, questo margine sarà di un metro e mezzo: la violazione comporterà multe salate fino a 651 euro


"E' un accanimento per multare l'automobilista e dargli responsabilità che non ha", attacca Luca Ricci, presidente Auto-Moto Club Romagna. La prima causa di investimento di ciclisti e pedoni secondo Ricci non è il comportamento scorretto dell'automobilista, ma le strade fuori norma. "C'è una direttiva del Ministero dell'Interno, risalente al 2001, che spiega come debbano essere costruite le strade, con le misure minime - spiega Ricci - per cui la corsia di marcia dei veicoli a motore deve essere almeno di 3 metri e 50". Le strade italiane sono però in gran parte irregolari, non rispettando questi canoni. Manca inoltre anche la banchina, lo spazio oltre la striscia bianca a destra che permette a ciclisti (ma anche a pedoni) di "rifugiarsi" al passaggio delle automobili. 

Una conclusione, quella di Ricci, che trova una "sponda" efficace anche nel pensiero di un'esponente del mondo delle due ruote, Mariagrazia Nicoletti, Vice Presidente Bike Hotel Riccione: "Norme per la nostra tutela sono benvenute, ma in Italia il problema n.1 dei ciclisti non sono le automobili, quanto le condizioni del manto stradale". Buche, tagli, fratture, asfalto irregolare mettono a dura prova anche i più esperti. "In Italia si passa sempre da un estremo all'altro - prosegue Nicoletti - o manca la norma, o c'è ma con multe eccessive". A proposito delle sanzioni, la Vice Presidente dei Bike Hotel lancia la sua proposta: i soldi incassati siano spesi nella manutenzione delle strade. Un'idea che troverà facilmente l'apprezzamento anche degli automobilisti. 

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