Mercoledý 24 Febbraio18:15:19
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Manifestazione contro il razzismo a Rimini: parte la macchina organizzativa di Amministrazione e territorio

Attualità Rimini | 14:58 - 24 Marzo 2017 Manifestazione contro il razzismo a Rimini: parte la macchina organizzativa di Amministrazione e territorio

Oltre una trentina di rappresentanti di altrettante associazioni, sindacati, partiti e movimenti politici, amministrazioni locali della provincia e forze dell’ordine hanno accolto l’appello lanciato giovedì mattina dall’Amministrazione Comunale per promuovere una importante manifestazione antirazzista che possa coinvolgere l’intero territorio. “Avevamo chiesto una risposta corale e questa risposta corale è arrivata”, si legge in una nota dell’Amministrazione. Un’iniziativa che nasce dalla volontà di dare un segnale forte e soprattutto collettivo dopo la grave aggressione subita dal giovane Emmanuel, profugo di 25 anni attualmente ricoverato all’Infermi e vittima di una violenza inaudita, resa ancora più intollerabile dallo stampo razzista di cui si macchia. Tutti gli intervenuti hanno accolto la proposta e hanno dato la propria disponibilità per contribuire all’organizzazione di una manifestazione “che nasce senza distintivi – hanno sottolineato il sindaco Andrea Gnassi e il vicesindaco Gloria Lisi durante l’incontro – perché di tutta la comunità riminese. Una risposta collettiva, corale, per mostrare la Rimini che accoglie e include, aperta e ospitale, quella che da subito si è voluta incontrare per reagire alla viltà della violenza e dell'ignoranza con la forza della partecipazione e della coesione”.

In queste ore quindi l’Amministrazione si sta relazionando con tutti i soggetti del territorio per definire i dettagli della manifestazione. Inoltre sta seguendo da vicino le condizioni di salute di Emmanuel, monitorandone gli sviluppi insieme ai medici. “Lo spirito condiviso nell'incontro di ieri – sottolinea il vicesindaco Lisi - è stato quello di segnare una presa di posizione collettiva, forte e inequivocabile in grado di andare oltre, di avviare un processo di responsabilizzazione che tenga conto anche dell’importanza e del potere della parola, troppo spesso capace di fomentare l’odio e la violenza. Ieri abbiamo capito che si possono gettare le basi per un progetto di comunità che abbia come obiettivo la promozione di una cultura contro ogni forma di violenza, intolleranza e discriminazione”. 

< Articolo precedente Articolo successivo >