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‘Destinazione Romagna’, territorio da 30 milioni di presenze, Gnassi: ‘Vinciamo la sfida, sinergie, non divisioni'

Turismo Rimini | 14:53 - 24 Marzo 2017 ‘Destinazione Romagna’, territorio da 30 milioni di presenze, Gnassi: ‘Vinciamo la sfida, sinergie, non divisioni'

Il territorio al centro delle politiche turistiche, in questa chiave la nuova legge regionale ridisegna l’offerta turistica e, in questa ottica, la “Destinazione Romagna” è una “miniera”: a pensarlo è il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che ne ha parlato al convegno da legacoopromagna.

Le quattro Province della Destinazione Romagna (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara) nell’anno 2016 hanno totalizzato circa 30 milioni di pernottamenti (presenze) - e per la precisione 29.903.428 - e circa 6,5 milioni di arrivi (turisti) -e per la precisione 6.520.668. Un distretto turistico naturale che, insieme, già oggi entrerebbe nelle prime 25 posizioni delle città al mondo con più arrivi turistici. Nell’arco di neanche 100 chilometri si passa  dai mosaici di Ravenna, all’Appennino, al mare, a Fellini, da Piero della Francesca e il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti  alla biblioteca malatestiana di Cesena.

La destinazione turistica Romagna registra infatti il doppio delle presenze turistiche di una delle più importanti DMO (destination management Organization) del mondo – Barcelona Turisme – che è la quinta in Europa. Il caso di Barcellona è emblematico. La DMO è nata dentro il Piano Strategico della città nel 1990 e, a partire dalle Olimpiadi del 1992, ha progressivamente acquisito un’alta attrattività sotto il profilo turistico, come luogo “cool”, culturalmente all’avanguardia, con un'architettura sorprendente, cibo e clima eccellente, un’ atmosfera elegante e vitale. I flussi turistici sono cresciuti in modo straordinario, fino a superare i 7,5 milioni di arrivi e 16 milioni di presenze, collocandola al quinto posto in Europa.

Rimini si trova dentro a una traiettoria per certi versi simile: in coerenza con la pianificazione definita dal Piano strategico è nato il Parco del Mare, un’infrastruttura per il benessere, un’infrastruttura per aumentare l’attrattività di Rimini. E’ notizia di questi giorni che, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con l'Agenzia del demanio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, “il triangolone” – ovvero l’area compresa tra viale Cristoforo Colombo, Lungomare Tintori, Largo Boscovich – è diventato patrimonio dello Stato ed è quindi pronto per essere ceduta al Comune di Rimini che finalmente può avviare un progetto complessivo di riqualificazione generale della nostra cartolina balneare, da integrare nel più ampio disegno di trasformazione urbana previsto dal Parco del Mare. Nel settembre 2015 l’Amministrazione ha pubblicato l’avviso per raccogliere le manifestazioni d’interesse per il progetto del Parco del Mare, che sono 155, con 367 proponenti  (di cui 134 operatori di spiaggia, 111 albergatori e ristoratori, 14 privati cittadini e 97 operatori economici e di spiaggia accorpati e 11 altri soggetti).

“Rimini ha accettato la sfida con un importante progetto di rigenerazione urbana – così Gnassi -. Il Modello turistico riminese è cambiato 5 volte nell’arco di un secolo e mezzo, non possiamo interrompere questo dinamismo. Oggi Rimini sta investendo impegno e risorse per rinnovare il mare e il centro storico. Se tutto andrà come da previsione, nel prossimo anno ci ritroveremo a commentare una città profondamente cambiata nel suo aspetto e pronta per entrare in una nuova fase con un modello profondamente diverso.

Questa legge regionale arriva pertanto in un momento di svolta per il nostro modello turistico. In questo quadro l’istituzione delle destinazioni turistiche sono una opportunità nella ricerca di una nuova sintesi tra territori e prodotti turistici. Puntare alla valorizzazione dei territori in chiave di marketing turistico, senza appiattire la promozione sul solo prodotto ma facendo emergere lo scenario, il mix di offerta, identità e cultura in cui il prodotto prende vita, rivedere la governance complessiva e introdurre criteri qualitativi più selettivi, sono alcune delle principali priorità che la nuova legge persegue in coerenza con il lavoro fatto dalla nostra città.

Io credo che solo così, cavalcando le opportunità attraverso politiche di sistema, si possa vincere quella sfida per intercettare milioni di viaggiatori internazionali all’anno su cui sono impegnate molte altre località al mondo, investendo su sinergie piuttosto che divisioni”.

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