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Accusati di truffa dall'Inps, lavoratori stagionali di Rimini rischiavano il carcere per aver chiesto la disoccupazione

Cronaca Rimini | 11:24 - 15 Marzo 2017 Accusati di truffa dall'Inps, lavoratori stagionali di Rimini rischiavano il carcere per aver chiesto la disoccupazione

Quattro lavoratori stagionali di un bar di Rimini rischiavano un processo e condanne fino a tre anni di reclusione: secondo quanto risultava dalle indagini svolte dagli ispettori dell'Inps, avevano chiesto il sussidio di disoccupazione presentando documentazioni non in regola. Il gip Vinicio Cantarini ha invece emesso sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, sollevando dal peso di un procedimento giudiziario i cinque dipendenti. 

Nodo della vicenda il numero di giorni in cui i lavoratori sono stati impiegati alle dipendenze del titolare del bar, la cui attività termina il 20 settembre, alla fine del periodo estivo. Per vedersi riconoscere il diritto alla disoccupazione, i lavoratori devono maturare un numero di giorni di impiego. Secondo le indagini dell'Inps, per raggiungere questo numero, essi avevano presentato una documentazione non in regola, certificando l'impiego anche per i 30 giorni successivi alla chiusura del bar. Da qui le ipotesi di reato per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cp) e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis cp): pesanti accuse alla fine dimostratesi infondate, come dimostrato dal legale difensore, l'Avvocato Alessandro Catrani. I cinque indagati infatti sono stati tenuti in regola dal datore di lavoro anche oltre la chiusura del bar, al fine di svolgere alcuni lavori come lo sgombero del locale e l'inventario. Il fatto che il bar non fosse più aperto al pubblico non pregiudicava una continuità di impiego per i dipendenti, che risultavano essere stati operativi fino a un mese dopo la chiusura. La documentazione presentata all'Inps era dunque perfettamente regolare. 

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