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VIDEO: Made in Rimini piace all'estero, crescono le esportazioni. Nel 2016 è boom rispetto a tutta la regione

Attualità Rimini | 13:12 - 19 Dicembre 2016

Le imprese del territorio della Provincia di Rimini puntano sempre più sull'export. Lo rileva l'indagine annuale  realizzata dall’Ufficio Internazionalizzazione di Confindustria Romagna, con il contributo di Banca Carim. L'indagine ha coinvolto 210 aziende iscritte a Confindustria Romagna-sede di Rimini che rappresenta il 49,6% delle imprese associate. Di queste 210, 181 (12 in più rispetto all’anno scorso, 115 in più rispetto al 2005 e 121 in più rispetto alla prima ricerca effettuata nel 2003 che ne contava 60) hanno dichiarato di avere contatti con l’estero.

Un dato in linea con la fotografia ISTAT: nel primo semestre del 2016 l’export della Provincia di Rimini, è di un miliardo e 57 milioni di Euro, contro i circa 910 milioni del primo semestre dell’anno precedente. La crescita è del +16,13% e posiziona Rimini al primo posto in Regione per incremento dell'export.  L'import cresce del + 7,85%. (Secondo posto in regione dopo Parma). 

Più della metà del campione (51,9%) dichiara di svolgere parallelamente attività di import/export; le aziende esclusivamente esportatrici corrispondono al 33,7% del campione, mentre si attestano al 14,4% del totale le aziende solo importatrici. Rispetto allo scorso anno si osserva una diminuzione per la categoria di imprese sia import che export, un elevato numero di imprese solo export e solo import.

Paolo Maggioli, Presidente Confindustria Romagna, rileva che sul "territorio fanno ben sperare i dati della congiuntura del terzo trimestre 2016, resi noti dalla Camera di Commercio di Rimini, che nel manifatturiero vedono la produzione in aumento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 e il fatturato al +1,6%", in attesa di specifiche conferme. Le aziende del riminese restano attive, sempre più consapevoli della necessità di crescere anche sfruttando l'export. 

AREE GEOGRAFICHE INTERESSATE: rimane forte la predominanza dell’Europa. 

ESPORTAZIONI: l’Europa Comunitaria (dei 28 Paesi Membri) continua ad essere la principale area di riferimento (86,5% del campione), in aumento rispetto al 2015. Segue l'Europa (non UE) ed il Medio Oriente.  In controtendenza il Centro-Sud Africa (7,1% delle preferenze) in calo rispetto al 2015. 

IMPORTAZIONI: confermato il predominio dell’Europa Comunitaria e dell’Asia, rispettivamente il 78,5% ed il 47,3% delle imprese campione che si dichiarano importatrici. Segue il Medio Oriente. 

CINQUE PAESI DI DESTINAZIONE PER IMPORTANZA: Germania (59,4%), Francia (57,4%), Regno Unito (46,5%), Spagna (41,3 %) e Russia (33,5%).

È interessante evidenziare la posizione degli Stati Uniti in crescita rispetto al 2015 con il 31,3% (50 imprese), a dimostrazione del forte interesse che l’economia americana sta imponendo sui mercati internazionali nonostante il risultato inaspettato delle ultime elezioni presidenziali. Da notare che quest’anno dopo anni assistiamo ad un incremento delle esportazioni verso la Russia di 3 punti percentuali, nonostante la svalutazione del rublo e l’operatività rallentata di molte banche russe.

PAESI DI INTERESSE NEL PROSSIMO TRIENNIO: anche quest’anno si confermano essere Stati Uniti con il 33,9% mentre al secondo posto l’interesse va nella direzione del Regno Unito (18,6%), sinonimo del fatto che l’effetto Brexit non è ancora un fattore ritenuto critico dalle imprese. 

OSTACOLI ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE: Alla domanda hanno risposto 156 imprese, in termini comparativi, rispetto ai dati 2015. Le imprese della Provincia di Rimini dimostrano di percepire in maniera maggiore gli Ostacoli Strutturali e/o di Servizio (75%), seguiti dagli Ostacoli Conoscitivi (73,7), gli Ostacoli Finanziari e/o di Supporto (34,6%) gli Ostacoli Dimensionali (30,1%) ed infine, gli Ostacoli Socio-Economici e/o Politici (21,2%).  Tutti gli ostacoli rispetto al 2015 registrano una crescita. Ciò è da imputare all’aumento considerevole delle aziende campionate, che hanno ben compreso l’importanza di strutturarsi per essere maggiormente competitive sul mercato globale.

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