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VIDEO: ai domiciliari storico patron de "La Voce", contributi intascati e giornalisti senza stipendi

Cronaca Rimini | 12:08 - 28 Ottobre 2016

Nell'indagine penale 'Undertone' del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rimini, sul fallimento delle società legate alla testata giornalistica 'Voce di Romagna', da venerdì mattina è ai domiciliari, su provvedimento del gip, il fondatore Gianni Celli (difeso dall'Avvocato Alessandro Catrani). I reati contestati sono la malversazione a danno dello Stato, il falso in bilancio, e la bancarotta fraudolenta.

Dopo una complessa indagine giudiziara ed economica-finanziaria i militari hanno scoperto che Celli, amministratore di una società editoriale dichiarata fallita nel luglio 2015, aveva ricevuto 4 milioni di euro di contributi statali per l'editoria utilizzandoli per finanziare altre società, sempre riconducibili a lui. Queste ditte non riguardavano il settore editoriale, ma operavano in altri ambiti, tra cui quello immobiliare. Le società non hanno mai restituito le cifre ricevute. L'arrestato aveva inoltre sottratto altre risorse statali a sostegno dell'attività editoriale usandole per scopi personali, senza pagare i giornalisti dipendenti, né versando loro i contributi.

La Procura della Repubblica ha così chiesto al Gip l'applicazione delle misure cautelari personali e il sequestro preventivo di circa 9 milioni di euro e 24 appartamenti, di cui 4 a Rimini, 1 a Forlì, 13 a Morciano, 2 a Ravenna e 4 a Verucchio. E' in corso una rogatoria internazionale per verificare la presenza di denaro all'estero. Inoltre le 5 società che hanno beneficiato dei "contributi" girati illecitamente da Celli, non potranno avere a che fare con la pubblica amministrazione. 

Anche la testata giornalistica è stata sequestrata ma il quotidiano la Voce, editato da una nuova società, potrà uscire ancora in edicola.

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