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Casa Don Gallo, attivisti attaccano: 'è il Comune di Rimini inadempiente, ci deve 15.000 euro'

Sociale Rimini | 16:35 - 25 Ottobre 2016 Casa Don Gallo, attivisti attaccano: 'è il Comune di Rimini inadempiente, ci deve 15.000 euro'

Ancora tensione tra l'Amministrazione Comunale di Rimini e gli attivisti che gestiscono "Casa Don Gallo", l'ex stamperia comunale che è stata riqualificata per dare alloggio ai senzatetto, la cui gestione è stata assegnata alle associazioni "NoBorder" e "Rumori Sinistri" fino  al 16 aprile: per questo l'Amministrazione Comunale ha chiesto lo sgombero della struttura. Uno "sfratto" a cui gli attivisti si sono opposti, rivendicando di non essersi limitati a gestire un dormitorio, ma di aver allestito una serie di attività per favorire il reinserimento in società dei loro ospiti. Nella giornata di martedì 25 ottobre le associazioni hanno così inviato una raccomandata all'Ufficio di competenza delle politiche sociali. 


La lettera ha fondamentalmente due scopi: il primo stabilire che le associazioni non sono inadempienti sotto alcun profilo e che, al contrario è stato portato avanti un lavoro maggiore rispetto a quanto prevedeva la convenzione. In secondo luogo la lettera mette in evidenza l'inadempienza del Comune di Rimini per il mancato versamento dei 5000 euro, previsto per lo scorso dicembre, come anticipo dei 15.000 euro mai versati e previsti dal bando vinto dalle associazioni.


Inoltre le associazioni rilevano che nella determinazione dirigenziale sono presenti errori sostanziali come la data della fine della convenzione la quale, in premessa, è individuata nel 15 dicembre 2016 e non nel 16 aprile 2015. 



Dichiarazione di Manila Ricci (Associazione Rumori Sinistri)


“A noi non fa piacere affrontare questo tipo di problemi a forza di diffide e carta bollata. Non ci piace perché quello che facciamo non è un’attività commerciale, ma un contributo alla società in cui viviamo. Si parla di vite umane e i risultati che abbiamo ottenuto sono perfettamente comparabili a progetti molto più costosi. I 15 mila Euro cui facciamo riferimento sono un rimborso spese, non un guadagno e, tra l’altro, coprono solo in minima parte il tempo, le risorse e il denaro anticipato da ognuno di noi. A dispetto di questo ci hanno chiamato occupanti, inadempienti ed anno minacciato, a suon di raccomandate, di escluderci dai piani di zona. Vorrei ricordare che stiamo parlando di vite umane, non di una rivendita di mozzarelle”.