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Caso Guerrina, avvocato di Padre Gratien: 'ai limiti della favola, indizi labili per condannarlo'

Attualità Novafeltria | 09:36 - 16 Ottobre 2016 Caso Guerrina, avvocato di Padre Gratien: 'ai limiti della favola, indizi labili per condannarlo'

“Siamo ai limiti della favola. Non vorrei che si arrivasse a realizzare la prova attraverso il condizionamento mediatico delle coscienze che finora è stato forte e chiaro”. Lo ha detto venerdì scorso l’avvocato difensore Rizieri Angeletti durante l’udienza in Corte d’Assise ad Arezzo che vede il frate congolese padre Gratien Alabi (presente in aula) imputato dell’omicidio volontario di Guerrina Piscaglia, la donna di Novafeltria scomparsa due anni fa da Ca Raffaello. Secondo gli avvocati della difesa gli indizi sono labili, il movente, quello dell’amore di Guerrina per padre Gratien, non regge come base di un omicidio così come non torna l’orario in cui Guerrina sarebbe stata uccisa perché cinque testimoni hanno riferito di averla vista lungo la strada Marecchiese nell’arco temporale in cui padre Gratien avrebbe compiuto il delitto. “Delitto complesso – ha sottolineato Angeletti – che presupponeva l’uccisione della donna e soprattutto l’occultamento del corpo nel bosco lungo una strada piena di auto dirette a Casteldeci dove era in corso una sagra”. Altri elementi sui quali Angeletti ha puntato sono la “strana” scomparsa della carta di identità della donna e la mancanza del corpo della stessa. A corroborare la tesi dell’innocenza poi una serie di deduzioni sviluppate in aula da Rizieri Angeletti che, parlando per diverse ore, ha puntato a smontare tutte le tesi del pm Marco Dioni che nella lunga requisitoria del 30 settembre aveva chiesto per Gratien Alabi 27 anni di condanna. “Sono stati trascurati elementi essenziali ai fini delle indagini – ha spiegato ancora l’ avvocato Angeletti – come per esempio le macchie di sangue trovate in casa di Guerrina peraltro non appartenenti a nessun componente della famiglia”. L’avvocato ha puntato il dito su padre Giovambattista che il primo maggio 2014 si trovava proprio a Ca Raffaello ma non è stato mai sentito. Poi il difensore si è soffermato sul fatto che la Chiesa non ha sospeso Gratien. “Ma voi credete che un’infamia di questo tipo non sia stata presa in considerazione dal Papa e dalle alte gerarchie della chiesa? Credete che in sede di confessione le alte sfere della chiesa non abbiano saputo con certezza la verità? Altrimenti secondo voi padre Gratien avrebbe continuato a dire messa? O sarebbe stato sospeso? Il dato oggettivo è che Gratien sta ancora qui a dire messa”. Circa Guerrina lo stesso Angeletti, citando elementi e testimonianze emerse in sede di indagine, ha ricordato come la donna si fosse mossa un paio di volte da sola (come dimostrano accertamenti sulle linee telefoniche) smontando la tesi che non si allontanava mai da casa senza il marito Mirko. Su quest’ ultimo l’avvocato si è scagliato duramente sottolineando tutte le incongruenze emerse durante indagini e interrogatori. Prossima udienza il 24 ottobre data in cui è previsto il verdetto. 


ANSA