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Siti con previsioni maltempo influenzano il turismo: vacanze disdette e prezzi alberghi più bassi

Attualità Rimini | 17:12 - 15 Ottobre 2016 Siti con previsioni maltempo influenzano il turismo: vacanze disdette e prezzi alberghi più bassi

Una previsione meteo negativa - soprattutto se pubblicata su un grande sito di informazione dedicato al tempo - influenza in maniera significativa i prezzi delle camere degli alberghi. A suggerirlo sono i risultati preliminari di una ricerca dell'Università di Bologna - Campus di Rimini, presentata nel corso di Ttg Incontri che ha raccolto i dati dell'estate 2015 per Rimini città tra fine maggio e fine settembre sia da fonti private (ilmeteo.itmeteo.it3bmeteo.com) che pubbliche (arpa.emr.it) e li ha incrociati con quello dei prezzi sul portale di prenotazioni booking.com. La ricerca - che ha anche l'obiettivo di verificare se esiste una distorsione nell'accuratezza delle previsioni meteo e una differenza tra i meteo 'pubblici' e quelli 'privati' (i primi risultati suggeriscono l'esistenza di previsioni del tempo diverse tra operatori, ma non emerge un'evidenza conclusiva sul resto) - è stata illustrata da uno dei suoi curatori, Lorenzo Zirulia, e mostra un impatto delle previsioni sui prezzi degli hotel. In particolare, una previsione di maltempo sul sito meteo.it porta a prezzi mediamente più bassi e questo vale per tutte le tipologie di struttura (2,3 e 4 stelle). Addirittura in caso di previsioni di tempo 'Pioggia debole' (lo scenario considerato peggiore, anche rispetto ai temporali) i prezzi arrivano a scendere di oltre 12 euro. La patologia per le previsioni è poi una particolarità tutta italiana. Secondo una ricerca di Jfc prima di partire per un soggiorno in montagna, gli italiani consultano assiduamente le previsioni meteo. "Quasi l'80% ricerca informazioni sulle condizioni meteo prima di partire - spiega Massimo feruzzi, responsabile dell'indagine - e di questi 6 italiani su 10 controllano diverse volte le previsioni. Di certo il dato più rilevante è quello relativo al fatto che solo il 46,2% dichiara di partire comunque, anche in caso di previsioni negative. (ANSA).

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