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Esternalizzazione delle scuole per l’infanzia a Rimini, il "no" dei sindacati in assemblea

Scuola Rimini | 12:16 - 13 Ottobre 2016 Esternalizzazione delle scuole per l’infanzia a Rimini, il "no" dei sindacati in assemblea

Esternalizzazione delle scuole per l’infanzia, mercoledì i sindacati CGIL CISL e UIL si sono riuniti in una assemblea pubblica per parlare della situazione. Dall’incontro è scaturito un documento nel quale viene ribadita la contrarietà alla decisione del Comune. Nella nota stampa vengono anche presentati i numeri dei Nidi a Rimini; secondo i sindacati la gestione diretta dell’Amminstrazione comunale è già esigua e non necessita di ulteriori tagli. Le organizzazioni sindacali propongono anche di organizzare una Fiaccolata per l’Infanzia per ribadire la contrarietà alle decisione del Comune.

Di seguito la nota stampa

Mercoledì 12 ottobre si è svolta l'assemblea promossa da CGIL CISL e UIL, aperta alla cittadinanza di Rimini, per discutere del futuro della scuola per l'infanzia, alla luce della decisione dell'Amministrazione Comunale di procedere a ulteriori privatizzazioni per una quota fissata al 40%. 

Si tratta di una decisione che l'Assemblea non condivide nel metodo e nel merito, in contraddizione, tra l'altro, con quanto espresso dal Sindaco nel programma di mandato 2016-2021. Nel programma, infatti, si conferma la scelta della gestione diretta di scuole e nidi comunali per l'infanzia come modello organizzativo prevalente presso il Comune di Rimini. Ma il 40% è una quota a nostro parere molto alta e di fatto già ampiamente superata. 

Stando ai dati 2015/2016, per quanto riguarda l'offerta complessiva per i Nidi la situazione è la seguente: degli 888 posti disponibili, 457 sono distribuiti negli 11 nidi comunali, 169 nei 4 nidi dati in appalto, 262 nei 13 privati; per quanto riguarda la Scuola materna, dei 3.486 posti disponibili, 1.219 sono comunali, 155 privati, 1.404 messi a disposizione da istituti ecclesiastici, 878 dalle scuole statali. Dunque siamo già a meno del 50% di gestione diretta che l'Amministrazione Comunale vuole decurtare ulteriormente del 40%.

Nel contempo viene avanzata la possibilità di estendere il servizio a periodi della giornata o della settimana attualmente non coperti, come il tardo pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30 o il sabato. Anche questo in netto contrasto con l'affermazione del Sindaco relativa alle limitazioni che la finanza pubblica imporrebbe in materia di politiche occupazionali. Cosa non vera perché viene lasciata agli Enti la discrezionalità delle assunzioni tanto è vero che anche di recente il Comune di Rimini ha fatto delle assunzioni. Inoltre, il blocco delle assunzioni può essere superato con l'applicazione dell'art. 17 del decreto legge n.113 del 24 giugno 2016 – Personale insegnante ed educativo.

La gestione diretta  delle scuole per l'infanzia nella nostra città da parte del Comune risale agli anni '60 con le caratteristiche di eccellenza che si sono via via sviluppate, universalmente riconosciute. I tempi sono cambiati, è vero, e infatti è maturo il tempo perché i servizi educativi a domanda individuale si trasformino in diritto all'educazione e all'istruzione sulla base di indirizzi generali comuni, affidati a personale che opera in maniera continuativa e stabile.

Assicurata una base educativa a tutti i bambini e le bambine, il sistema pubblico andrebbe ad integrarsi con altre tipologie di servizi privati che dovranno completare l'offerta necessaria a coprire le esigenze delle famiglie. Ciò nel rispetto dell'importante lavoro svolto dagli educatori e dagli insegnanti che dovrà essere convalidato da un giusto riconoscimento economico e da una maggiore attenzione alla tutela della salute e della formazione. 

Le Organizzazioni sindacali, unitariamente, hanno chiesto elementi di conoscenza, mai forniti fino ad oggi, sulla sostenibilità diretta di gestione di asili nido e scuole materne da parte del Comune.    

In sostanza però ciò che è emerso con chiarezza è la volontà politica dell'Amministrazione Comunale di procedere sempre più verso la privatizzazione dei servizi educativi a prescindere da ulteriori considerazioni, come ad esempio quella di verificare la possibilità di organizzare questi servizi alla comunità attraverso le ASP. 

Le organizzazioni sindacali del Pubblico Impiego hanno proclamato lo stato di agitazione e ora sono in attesa di essere ricevute dal Prefetto e successivamente dall'Amministrazione Comunale per la consueta procedura di raffreddamento. 

Nei prossimi giorni, oltre alla mobilitazione con eventuale sciopero e iniziative pubbliche compresa la richiesta di incontro ai Gruppi Consiliari e la partecipazione alle riunioni del Consiglio Comunale convocate sull'argomento, sarà predisposta una campagna di informazione della cittadinanza il cui coinvolgimento è vitale per la positiva riuscita della vertenza.  

L'assemblea ha anche dato mandato alle Organizzazioni sindacali di promuovere una Fiaccolata per l’infanzia alla quale invitare tutti i soggetti che si battono per la Scuola per l'infanzia pubblica.

Ci auguriamo che da questa mobilitazione corale si possa riaprire un dialogo ed un confronto serio, per costruire soluzioni compatibili sia sul piano economico, che su quello sociale.

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