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L'INDISCRETO: la regia di Tamai, le urla di Mastro e i giovani. Il primo mese del nuovo Rimini

Sport Rimini | 11:04 - 08 Ottobre 2016 L'INDISCRETO: la regia di Tamai, le urla di Mastro e i giovani. Il primo mese del nuovo Rimini

Dopo un’estate travagliata, sotto tutti gli aspetti, gli occhi del campionato d’Eccellenza Romagnolo sono puntati sul Rimini. Perchè, si dice, che considerando il potenziale della rosa, possa trasformare questo campionato in un monologo, facendo corsa solitaria. In questo avvio di stagione, nel mezzo ci sono state sorprese come Granamica (attuale capolista) e Classe, ma le due compagini sembrano essere una copertina da mensile, il resto è tutto da sfogliare e da percorrere con attenzione. Merito, sempre stando ai si dice, di condizioni economiche troppo differenti dalla concorrenza, della possibilità di avere uno stadio importante dove giocare, eccetera eccetera. Ma il Rimini punta anche sui giovani?  Si fa presto a dire giovani. Quelli dei vicini sono sempre un po’ meno verdi, al contrario dell’erba. Nel senso che maturano velocemente e in maniera indolore, senza traumi da distacco né sindromi da accerchiamento. Il progetto Landi-Berlini è stato spiegato opportunamente in altre sedi, il direttore Tamai, lavora sottotraccia, mentre in campo Mastronicola lancia speranze come Arlotti e Contarini, solo per citare due esempi anche se nel primo mese di stagione, il Rimini si è accorto di avere in casa un portierino come Mignani. Non bruciamolo! Berlini a Rimini desidera mettere in pratica il verbo collaborare da associare alle tante società di calcio presenti sul territorio della provincia.  La sua esperienza all’estero e i discorsi spiegati anche nei nostri studi di “SportUp” mi hanno indotto a spingermi oltre l’informazione. Quello che Berlini non dice e che lui sa è che la Serie A italiana, nella precedente annata è stato uno dei campionati con età media più elevata, le Primavere, hanno utilizzato fuoriquota appartenenti alla classe 96’; uomini nati nel 1992 continuano ad essere considerati giovani promesse, mentre all’estero, anche in campionati di livello elevato, è sempre più comune sfogliare distinte imbottite di diciottenni. L’invasione inoltre dei tanti stranieri nel panorama nazionale, rende necessaria la sana competizione, per giocare nei settori giovanili serve determinazione, abnegazione totale, avere fame e fuoco dentro la pancia, altrimenti si rischierebbe di essere una semplice comparsa come tanti. Damato non a caso è stato inserito nello scacchiere biancorosso, in virtù di un’esperienza unica, ma anche previa di un carattere focoso, in grado di spronare e incoraggiare opportunamente i propri giocatori. Mastronicola invece è l’allenatore giusto? Usiamo l’ironia per riassumere che Alessandro, ha cultura e sense of humour a sufficienza per accettare una riflessione semiseria sull’immagine di sé che viene rilasciata dopo anni di militanza biancorossa. Di suo ci ha messo un volto scultoreo da lottatore turco, un naso tenacemente appiattito a consolidargli la fisionomia, la voce in cartavetro, la postura raccolta di un cagnaccio pronto all’agguato, ma che di suo lavora sul pensiero d’union;, raccolto in anni di carriera agonistica che l’hanno indotto ad attaccare, a mordere le caviglie avversarie e a difendere i propri colori, usando cuore e grinta, cosa che lui mette a disposizione dei suoi ragazzi, inducendo i più giovani a seguire l’esempio. Arlotti in questo avvio di campionato è stato il primo a seguirlo: doppietta a San Piero in Bagno, segno del cuore con dimostrazioni a suon di petto e via ad abbracciare mister e compagni con tanto di ringraziamento. E Tamai? Il direttore sportivo chiede tempo. La squadra, a suo modo di vedere attualmente ha espresso il 70% del proprio potenziale, ma se riuscisse ad esplodere, probabilmente troveremo la versione di Pietro 1.0 (vista all’opera nei momenti di difficoltà) e quella del Pietro 2.0 (vista nei momenti migliori) identiche.  Tamai ha voluto fortemente nel nuovo scacchiere figure d’esperienza come Ricchiuti e Scotti, di rilancio (Cola e Buonaventura) e di scommesse ripartendo dal passato (Brighi e Righini) con tanto di condimento giovanile. Da Mignani ad Arlotti, passando per il centrocampo ci si augura che quanto menzionato sopra possa concretizzarsi, sicuramente, in caso di promozione, il Rimini, dovrebbe prepararsi a un campionato con maggiori insidie, come quello di Serie D, ma con la possibilità di ritrovarsi giovani in casa già pronti e siamo sicuri che tra Mastronicola e Damato, tra urla e incazzature varie, non sarà possibile rilassarsi.