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Acquarena, spunta una necropoli romana sotto l'area prescelta per la costruzione delle case

Attualità Rimini | 08:34 - 08 Settembre 2016 Acquarena, spunta una necropoli romana sotto l'area prescelta per la costruzione delle case

Un'altra parte della Rimini romana è spuntata nel cantiere di Acquarena. Il ritrovamento è stato fatto nella mattinata di martedì e, in giornata, sono giunti i responsabili della Soprintendenza per i beni archeologici a visionare la situazione. La parte interessata dal ritrovamento è quella nella quale verrà costruita la zona residenziale e il supermercato (in "mano" ai privati) e non la parte sportiva (curata dal Comune). I reperti scoperti ed in parte recuperati, potrebbero risalire al I secolo d.C. e riguarderebbero  una necropoli. Essendo appena iniziate le indagini, ancora non ci sono i presupposti per un rallentamento o un blocco dei lavori.


La nota del Comune di Rimini

Che Rimini abbia una storia sepolta nel suo sottosuolo è un fatto che, nel tempo, ha avuto innumerevoli prove: ne sono conferma anche i recenti ritrovamenti emersi durante i lavori in corso in via Simonini, che hanno portato alla luce reperti di età imperiale attualmente al vaglio della Soprintendenza.

Nasce proprio dalla consapevolezza della ricchezza della nostra storia e dalla volontà di valorizzarla, la decisione di seguire con minuziosità e attenzione i cantieri attualmente in corso, con il presidio costante e competente della Soprintendenza.

Ricordiamo che, prima dell’avvio dei lavori, nell’area del comparto ex Palacongressi era stata eseguita un’accurata campagna di indagine archeologica da parte di ditte specializzate per verificare la consistenza di eventuali stratificazioni ancora conservate nel sottosuolo. La Soprintendenza aveva quindi effettuato circa 40 carotaggi, che hanno portato ad escludere scoperte archeologiche di rilievo.

L’area interessata dalla realizzazione del comparto commerciale–residenziale privato dove sono stati effettuati gli ultimi rilievi è quotidianamente sorvegliata dagli archeologi e dai geologi, sotto la direzione della stessa Soprintendenza, proprio allo scopo di verificare l’eventuale presenza di reperti e tutelare quindi eventuali ritrovamenti di rilievo. Una modalità di monitoraggio accurata e minuziosa che, come dimostrano i recenti ritrovamenti, consente alla Soprintendenza di intervenire in maniera immediata e di poter quindi approfondire l’entità e il valore dei reperti emersi. Così come è stato per altre opere in corso che hanno comportato importanti scavi – come è stato ad esempio il Fulgor o il teatro Galli – il sopravvenire di scoperte archeologiche di qualsiasi entità saranno raccolte, esaminate e valutate di concerto con la Soprintendenza, per poterle valorizzare con gli strumenti più idonei, portando avanti di pari passo le opere progettate e in corso.

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