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Trasporto scolastico degli studenti che abitano in zone di confine, incontro a Rimini

Scuola Rimini | 16:18 - 24 Agosto 2016 Trasporto scolastico degli studenti che abitano in zone di confine, incontro a Rimini

Quello del trasporto scolastico è a tutti gli effetti uno dei più importanti servizi richiesti ogni anno dalle famiglie del territorio ai propri Comuni di residenza. Un servizio che risente fortemente dei mutamenti demografici, sociali e lavorativi della nostra società, visto che cresce costantemente il numero di famiglie che iscrivono i propri figli in scuole elementari e medie di un Comune diverso da quello di residenza. Si tratta in prevalenza di famiglie che abitano in zone di confine tra diversi Comuni o di esigenze dettate dalle attività lavorative dei genitori. Nel prossimo anno scolastico sono 20 quelle che hanno richiesto il servizio di trasporto scolastico al Comune di Rimini pur provenendo da altri da altri territori, nello specifico Santarcangelo di Romagna (14) e Verucchio (6).  Proprio questo è stato il tema al centro dell'’incontro di questa mattina tra gli Assessori alla pubblica istruzione del Comune di Rimini (Mattia Morolli), Santarcangelo di Romagna (Pamela Fussi), Verucchio (Eleonora Urbinati). La consapevolezza comune e condivisa è quella che, pur in presenza di numeri in aumento che dunque determinano una necessaria riflessione su come organizzare nel medio e lungo periodo questa crescente tipologia di servizio; occorra provvedere anche nell'immediato a garantire il diritto allo studio, senza disagi alle famiglie. Per questo le Amministrazioni hanno concordato un calendario di incontri, i ngrado di definire la migliore organizzazione per questa tipologia di servizio. 


“Il diritto allo studio –- è il commento di Mattia Morolli, Pamela Fussi e Eleonora Urbinati -  non è solo uno dei tanti servizi offerti dai nostri Comuni, ma un vero e proprio volano di crescita scolastica, sociale e culturale. Un servizio da affrontare con nuovi approcci, funzionali alle nuove dinamiche sociali e demografiche, lavorando insieme dove singolarmente avremmo più difficoltà ad arrivare. Si parte da subito, per essere pronti subito a settembre per l'avvio dell'anno scolastico, ma con l’'idea di impostare in ottica futura una collaborazione strutturale tra i diversi territori. Il punto comune è per tutti lo stesso, ovvero che il diritto allo studio e al futuro dei nostri figli venga e prima e sopra a qualsiasi divisione geografica od amministrativa””