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Visita del Viceministro Olivero a San Patrignano "la politica ha responsabilità educative"

Sociale Coriano | 11:55 - 20 Agosto 2016 Visita del Viceministro Olivero a San Patrignano "la politica ha responsabilità educative"

Una visita davvero sentita quella che ha effettuato nel tardo pomeriggio di ieri a San Patrignano Andrea Olivero, viceministro per le Politiche agricole, alimentari  e forestali. Per la prima volta in Comunità, nonostante la conoscesse da sempre per via del suo grande impegno nel sociale, ha mostrato grande curiosità: “Ancora una volta vedere con i propri occhi è la cosa migliore. Sapevo perfettamente quanto questa esperienza fosse straordinaria, però vedere direttamente l’entusiasmo, la dedizione e anche l’alta professionalità che qui è presente è per me una cosa straordinaria e ci dice quanto dalla società civile, dai cittadini che si organizzano, che danno il loro tempo a disposizione agli altri nascono cose straordinarie all’interesse comune”. 

Arrivato verso  le 17,  ha seguito con occhio attento e interessato sia i settori più sociali, come il centro per minori femminile, che tutte le attività agroalimentari, dal forno, al caseificio, agli allevamenti alla cantina, che fanno di San Patrignano un esempio in Italia di agricoltura sociale: “Credo che l’agricoltura abbia bisogno di riscoprire quella che è la sua profonda vocazione comunitaria. Questo luogo è una grande testimonianza di come il mondo produttivo si possa incontrare con la ricerca rigorosa della qualità, ma anche con l’attenzione alla comunità, l’attenzione a far crescere ciascuno, a dare una professionalizzazione che renda buoni i percorsi di vita. Credo che noi abbiamo bisogno di questo non soltanto in luoghi come San Patrignano, che naturalmente lo rappresenta al cento per cento, ma in tutto il Paese. L’agricoltura deve sempre più aprirsi alla sua responsabilità sociale”.

Tanti i temi trattati durante la visita, con il viceministro che non si è sottratto a dire la sua in materia di legalizzazione della cannabis, alla vigilia della ripresa dei lavori del Parlamento, dove potrebbe ritornare in discussione la proposta di legge: “Credo che la politica debba sempre considerare anche la responsabilità educativa nei confronti di un Paese. Quindi io credo che sia sbagliata la legalizzazione soprattutto perché passa un messaggio sbagliato, perché fa comprendere ai cittadini che è lecito un determinato comportamento che sappiamo essere negativo per tutti. Ci sono peraltro altre esperienze in giro per il mondo in questo momento che ci dicono che non è questa la strada migliore per contrastare le mafie, non è questo il modo più corretto per tagliare il collegamento tra i giovani e la malavita organizzata. Dovremmo molto di più andare a lavorare sulla prevenzione e in maniera più dettagliata su quelli che sono i profondi legami tra la malavita organizzata e il territorio, piuttosto che andare a cercare questa scorciatoia che rischia di essere molto pericolosa”.