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Riccione, polemiche sulla pastasciutta 'antifascista': Anpi risponde alla nipote di Mussolini

Attualità Riccione | 17:52 - 27 Luglio 2016 Riccione, polemiche sulla pastasciutta 'antifascista': Anpi risponde alla nipote di Mussolini

Nei giorni scorsi l'iniziativa dell'Anpi di Riccione, la 'pastasciutta antifascista' - spaghettata rievocativa in memoria di quella improvvisata dai fratelli Cervi nel 1943 per festeggiare la caduta del fascismo - aveva scatenato su Facebook una forte polemica. Sulla vicenda si era espressa, su 'Il Giornale d'Italia', anche Edda Negri Mussolini (FOTO) definendo "anacronistiche queste mangiate" e chiedendo "perché l'Anpi non fa la 'pastasciutta per i poveri'?". Oggi, in una nota, la replica dell'Anpi provinciale di Rimini. "E' veramente strano come una semplice iniziativa conviviale possa scatenare un putiferio mediatico come quello accaduto in questi giorni per la 'pastasciutta antifascista' - scrive il presidente del comitato provinciale Anpi Rimini, Giusi Delvecchio - rimbalzato sui giornali locali e sui social i cui autori portano un cognome che porta alla mente ricordi di guerra, morte e distruzione. Indubbiamente - argomenta - non è la pietanza di agreste memoria il centro della polemica, ma quell'aggettivo o meglio quella connotazione 'antifascista' che ad oggi provoca disagio ai pensieri di chi ancora parla di un duce come un benefattore distributore di benessere e felicità". A giudizio di Delvecchio, si legge ancora, "è evidente che riproporre alla memoria collettiva un momento di alcuni decenni fa, come quella della caduta del fascismo e del suo capo", genera ancora "reazioni di disprezzo contro chi osò alzare la testa e sperare nella fine di una guerra definita 'lampo' e che invece durava da almeno tre anni e che portò alla morte del 10% della popolazione italiana e complessivamente al mondo a 71 milioni di morti di cui 48 milioni civili". Da qualche tempo, prosegue la nota, l'Istituto Cervi "ha rilanciato questa iniziativa, per l'appunto la 'pastasciutta antifascista', creando una rete che quest'anno ha raccolto le adesioni di più di 70 città sparse in tutta Italia, da nord a sud, la cui vocazione è quella di fare memoria'. Memoria e coscienza - conclude Delvecchio - appunto, della gravità delle conseguenze della dittatura, della violenza, della guerra; memoria e coscienza, appunto, di accadimenti di una gravità inaudita, per non ripetere, almeno, gli stessi errori". (ANSA).