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Rimini, meno sale più salute, i consigli dell'Ausl Romagna

Sanità Rimini | 12:17 - 26 Febbraio 2016 Rimini, meno sale più salute, i consigli dell'Ausl Romagna


Anche l’Ausl della Romagna aderisce alla settimana mondiale per la
riduzione del consumo di sale, contro ipertensione, ictus e infarto. Ecco
alcuni semplici consigli che aiutano tutta la famiglia a regolare
l’assunzione di sale nell’alimentazione quotidiana. A partire dalla
lettura delle etichette alimentari

Occhio al sale nascosto! Dal 29 febbraio al 6 marzo ricorre la settimana
mondiale per la riduzione di sale promossa in Italia dalla Società
Italiana di Nutrizione Umana (SINU), alla quale aderiscono anche i servizi
di Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’AUSL della Romagna per
sollecitare i romagnoli a una scelta consapevole di alimenti meno ricchi
di sale al momento dell’acquisto, anche attraverso la lettura
dell’etichetta nutrizionale dei prodotti.

L’obiettivo, in particolare, è quello di sensibilizzare i consumatori
sulla diffusa presenza di sale nascosto, consumato in grandi quantità fin
dall’infanzia. Basti pensare che il 75% del consumo di sale proviene da
prodotti che acquistiamo. Diversi alimenti, naturalmente poveri in sale,
subiscono, infatti, un trattamento tecnologico di trasformazione che li
rende più salati. Ma in realtà, le quantità di sale che servono al nostro
organismo sono assicurate dal contenuto naturalmente presente nei cibi.
Leggere l’etichetta dei prodotti, ci aiuta quindi a comprendere quanto
sale consumiamo ogni giorno.

Un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione
arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte e aumentare il rischio
dell’insorgere di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei
reni. Di conseguenza, ridurre gli apporti di sale rappresenta una
importante misura preventiva. Dimezzare da 10 a 5 grammi di sale (circa un
cucchiaino di caffè) al giorno può ridurre del 23% il pericolo di avere un
ictus e del 17% quello di avere una malattia del cuore. Eppure, molte
persone diventano consapevoli del fatto che l’eccesso di sale favorisce
l’aumento della pressione arteriosa soltanto una volta che l’ipertensione
si sia già manifestata.

In Italia il consumo medio di sale pro-capite è di circa 10 grammi
giornalieri, quantità 2 volte maggiore a quella raccomandata
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (5 grammi). Diminuire la
quantità di sale non è difficile, soprattutto se la riduzione avviene
gradualmente. Infatti il nostro palato si adatta facilmente, ed è quindi
possibile rieducarlo a cibi meno salati, senza per questo rinunciare al
gusto. Basta seguire nella alimentazione di tutti i giorni alcune semplici
regole: quando fai la spesa, acquista alimenti poco saliti, controlla
sempre le etichette anche delle acque minerali;quando sono disponibili,
scegli prodotti a basso contenuto di sale; riduci il consumo di piatti
industriali, sughi già pronti o cibi in scatola; limita l’uso di
condimenti contenenti sodio (dado da brodo, senape, ketchup, salsa di
soia, ecc): aggiunge meno sale alle ricette ed insaporisci le portate con
delle erbe aromatiche fresche, delle spezie o usando limone ed aceto. A
tavola metti solo olio e aceto; non aggiungere sale nelle pappe dei tuoi
bambini alimento per tutto il primo anno di vita; latte e yogurt sono una
buona fonte di calcio con pochissimo sale; se mangi un panino, puoi
prepararlo con alimenti a basso contenuto di sale; per gli spuntini,
frutta o spremute sono una ottima alternativa  agli snack salati.
Nell’attività sportiva leggera reintegra con la semplice acqua i liquidi
perduti. E se proprio trovate il menù insipido: solo un piccolo pizzico di
sale, ma iodato.

Nelle etichette alimentari, i nomi che indicano la presenza di sale
aggiunto sono: sodio (o NA), cloruro di sodio, fosfato monopodico,
glutammato di sodio, citrato di sodio. Secondo le ultimi linee guida
nutrizionali, per la prevenzione, si raccomanda di non superare le
seguenti quantità di sale: da 1 ai 3 anni di età al massimo 2.2 grammi al
giorno; dai 4 ai 6 anni non più di 3 grammi al giorno; dai 7 ai 10 anni la
quantità raccomandata è al massimo 3,7 grammi al giorno; dai 10 anni in su
non più di 5 grammi al giorno; dai 60 anni è bene non superare i 4 grammi
al giorno.