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Ospedale Novafeltria: l'Unione dei Comuni complica il suo ruolo di servizio ad area disagiata

Sanità Novafeltria | 13:06 - 17 Febbraio 2016 Ospedale Novafeltria: l'Unione dei Comuni complica il suo ruolo di servizio ad area disagiata

Folta partecipazione di pubblico, martedì sera al Teatro Sociale di Novafeltria ,al Consiglio aperto dell'Unione dei Comuni Valmarecchia sul tema sanità, alla presenza delle alte cariche regionali: il Presidente Stefano Bonaccini e l'Assessore alla Sanità Sergio Venturi.

Entro Aprile, in conferenza territoriale, l'ospedale "Sacra Famiglia" di Novafeltria avrà - una volta per tutte - riconosciuto lo status di presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata. "Lo diciamo ufficialmente", ha precisato l'Assessore Venturi.


Il Presidente Bonaccini ha ribadito che gli ospedali di Novafeltria e Santarcangelo non chiuderanno e che le "Case delle salute" non li sostitutiranno, ma li miglioreranno e garantiranno più servizi alla cittadinanza.

Parole rassicuranti e di fiducia, o parole spese per campagna elettorale, a seconda dei punti di vista delle forze politiche che hanno partecipato all'incontro e a seconda della sensibilità di chi leggerà questo articolo. 


Sull'Ospedale Sacra Famiglia, è stato significativo l'intervento del Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Raffaella Sensoli, che ha fatto emergere un "nodo" relativo proprio allo status di nosocomio al servizio di area disagiata. Il decreto Balduzzi prende a riferimento, nella definizione di aree disagiate, le unioni dei comuni. Lo puntualizziamo per i lettori più distratti, per il termine unioni non si intende la fusione di due o più comuni in una nuova entità, ma l'ente costituito da due o più comuni che esercita funzioni amministrative o eroga servizi in modo congiunto. 


Il nodo è proprio questo: Novafeltria fa parte dell'Unione Comuni Valmarecchia, di cui fanno parte 10 realtà tra cui la stessa Santarcangelo. La Sensoli nel suo intervento ha precisato: "L'unione della Valmarecchia non è classificabile come area interna e disagiata". Una delibera di agosto della giunta regionale fa però riferimento, nella classificazione di area disagiata, all'Alta Valmarecchia formata dai sette comuni, separandola da Santarcangelo, Verucchio e Poggio Torriana. 


La situazione potrebbe complicarsi ulteriormente a fronte di un progetto di fusione vera e propria che coinvolga i 10 comuni di Alta e Bassa Valmarecchia. Se nascesse questa unica entità, avrebbe due ospedali. "Un fatto curioso", ha spiegato la Sensoli. Quali conseguenze? Le due strutture subirebbero un depotenziamento e forse una delle due verrebbe chiusa.


L'ipotesi però di un comune uno per tutta la Valmarecchia resta fanta-politica, risultando al momento difficilmente percorribile quella di un unico comune per l'Alta Valmarecchia.