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Santa Giustina: giudice riconosce nocività dell'ex impianto trattamento fanghi del depuratore

Ambiente Rimini | 12:58 - 10 Febbraio 2016 Santa Giustina: giudice riconosce nocività dell'ex impianto trattamento fanghi del depuratore

Avveniva in modo non regolare lo spargimento del biosolfato sul terreno di Santa Giustina in cui sorgeva l'impianto mobile trattamento fanghi, adiacente al depuratore. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Rimini nella sentenza emessa l'11 dicembre 2015, le cui motivazioni sono state rese note in questi giorni. Il legale rappresentante dell'azienda che si occupava del trasporto e della distribuzione del biosolfato è stato condannato a dieci giorni di reclusione, multa e risarcimento, in quanto la distribuzione non conforme ha provocato "un pungente odore nauseabondo" e conseguenti malesseri patiti da alcuni residenti. 


Dopo le proteste dei cittadini, l'impianto nel 2014 era stato trasferito. Era utilizzato per trattare i fanghi biologici di depurazione prodotti dal depuratore di Santa Giustina. Il giudice ha invece assolto il legale rappresentante dell'azienda che gestiva l'impianto e quello dell'azienda che commercializzava il biosolfato. Le analisi dei fanghi di Arpa, che evidenziavano il superamento dei limiti di legge per quanto riguarda il cromo esavalente, non sono state ritenute corrette. Successive rilevazioni hanno fatto emergere il non superamento dei limiti di legge.


Il Comitato di Santa Giustina esprime comunque soddisfazione per la sentenza, rimarcando che l'attenzione costante e diretta dei cittadini può evitare situazioni di rischio per la salute. L'impianto mobile è stato soppresso, grazie anche alla protesta dei cittadini, mentre inizialmente la Provincia di Rimini aveva pensato a rendere fisso l'impianto.