Sabato 05 Dicembre03:18:30
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Sindacato Polizia protesta davanti alla Prefettura di Rimini, giubbotti scaduti e caschi usurati

Attualità Rimini | 15:18 - 04 Febbraio 2016 Sindacato Polizia protesta davanti alla Prefettura di Rimini, giubbotti scaduti e caschi usurati

Dal 20 gennaio è protagonista di uno sciopero della fame, per sensibilizzare tutta la cittadinanza sulla battaglia portata avanti affinché la Polizia possa avere a disposizione mezzi e strumenti adeguati, garantendo quindi più sicurezza agli stessi cittadini. Gianni Tonelli del Sap ha proseguito a Rimini lo sciopero della fame, in occasione del consiglio nazionale generale del Sindacato Autonomo di Polizia, che si è tenuto fino a giovedì 4 febbraio all'Hotel Ambasciatori di Rimini. Una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto di Rimini Giuseppa Strano, che ha preso in consegna una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Sap chiede l'attenzione del Capo dello Stato: il Corpo di Polizia deve affrontare continui tagli di risorse disposte dai governi, quando al contrario avrebbe bisogno di interventi decisi per rimodernare il parco mezzi, la formazione assolutamente carente, la logistica in genere e le dotazioni che gli Agenti usano per difendere la propria incolumità e la sicurezza dei cittadini: al contrario sono costretti a utilizzare giubbotti antiproiettili e caschi scaduti, lavorano in ambienti luridi e fuori norma. La polemica del Sap sulle attrezzature usurate è stato oggetto, tra le altre, anche di un servizio del programma di Rai 3 "Ballarò", in cui un dirigente di Polizia appartenente al Sap ha mostrato equipaggiamenti inadeguati: caschi usurati e giubbotti anti-proiettili in scadenza e inadeguati oltre ad armi oramai superate. Per il dipartimento di Polizia quel materiale non era più in uso da tempo e sarebbe stato prelevato da un armadio blindato senza alcuna autorizzazione. Il dirigente per questo è stato sospeso. Il Sap, per voce di Tonelli, era intervenuto immediatamente sulla vicenda, definendo il tutto "una patacca colossale priva di fondamento con la quale si è cercato di far passare per sbagliato ciò che è giusto, per bianco quello che è nero con il solo obiettivo di minare la credibilità del Sap e le sue denunce". Tonelli è andato al contrattacco, denunciando per falso in atto pubblico il Questore di Roma e il capo della Polizia Alessandro Pansa dopo la presentazione dell'atto in una dettagliata conferenza stampa.
Le motivazioni dello sciopero della fame vanno ben al di là dei fatti da cui traggono origine. Nella vicenda i vertici del Dipartimento della P.S. hanno utilizzato lo strumento della falsità per reprimere   un dissenso finalizzato a denunciare la debilitazione di uno dei più importanti apparati del Paese, quello della sicurezza. La denuncia del SAP espone la classe di governo e quella dirigente interna alla Polizia a responsabilità che, dopo i fatti di Parigi, rischiano di essere ineludibili. I vertici della Polizia hanno reagito tentando di zittire Il SAP e i suoi rappresentanti con strumenti persecutori nei riguardi di tutti coloro che hanno tentato di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sugli effetti disastrosi dai tagli operati. Secondo Tonelli "è inaccettabile che il Dipartimento della P.S., strumento di salvaguardia della legalità e guardiano dei valori della nostra democrazia possa essere strumento di repressione illecita del dissenso amministrativo e politico comprimendo le libertà che dovrebbe garantire".
Dal palco dell'Hotel Ambasciatori, di Rimini Tonelli ha ribadito lo spirito della sua battaglia: "Vogliamo coinvolgere l'opinione pubblica, vogliamo far sapere a tutti gli Italiani quello che sta accadendo. Stanno debilitando l'apparato della sicurezza in modo irresponsabile e vergognoso". Oltre alla lettera consegnata al Prefetto, il Sap ha preparato 100.000 cartoline che potranno firmare prima i poliziotti e successivamente i cittadini. Le cartoline saranno spedite al Presidente della Repubblica, affinché intervenga, è l'auspicio del Sap, in difesa della categoria, della popolazione italiana che chiede più sicurezza e per ripristinare i principi dello stato di diritto.