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Emergenza smog: Legambiente, Rimini ha il "mal d'aria", 59 sforamenti nel 2015

Ambiente Rimini | 11:33 - 29 Gennaio 2016 Emergenza smog: Legambiente, Rimini ha il "mal d'aria", 59 sforamenti nel 2015

Il 2015 si è concluso all'insegna dell'emergenza smog. In tutti i capoluoghi di provincia della regione, fatta eccezione per Cesena, a dicembre le centraline di fondo urbano e di traffico hanno registrato quasi ininterrottamente superamenti del limite del PM10 di 50 microgrammi per metro cubo (da non superare per più di 35 volte in un anno).

Sono i dati di "Mal d'Aria" una ricerca di Legambiente Emilia Romagna. I dati sono stati estrapolati da quelli disponibili sul sito di Arpa Emilia Romagna prendendo come riferimento al centralina con maggior numero di superamenti nel corso dell'anno.

Più in generale, il 75% delle centraline in Emilia-Romagna hanno registrato superamenti della media giornaliera per più di 35 giorni durante il 2015. Parma, Reggio Emilia e Piacenza restano le realtà più critiche.
Secondo la ricerca dal 2009 al 2015 la provincia di Rimini non è mai stata "in regola". 36 sforamenti nel 2009, 58 nel 2010, 73 nel 2011, 88 nel 2012 (dato record), 68 nel 2013, 52 nel 2014  e 59 nel 2015.
Per quanto riguarda il 2016 dall'1 al 28 gennaio in provincia di Rimini si sono registrati 12 sforamenti
.

Un peggioramento netto rispetto alla situazione del 2014, anche alla luce anche del lungo periodo di siccità di fine anno, ma, come indica la serie temporale di sforamenti degli ultimi sette anni, specialmente in città come Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini "non siamo più in una situazione di emergenza straordinaria. Per la qualità dell'aria è doveroso parlare di cronicità o se si vuole di "emergenza cronica"" recita il comunicato di Legambiente.
Legambiente chiede che sia approvato immediatamente il Piano Aria Regionale, che da troppo tempo è in attesa di approvazione. È fondamentale che le misure previste nel piano siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all'intermodalità, delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato e zone 30, oltre che della mobilità ciclabile. Fondamentale è inoltre rendere concorrenziale il trasporto pubblico locale sia in termini di costi, ma soprattutto di tempi di percorrenza; a questo scopo indispensabile è la realizzazione di corsie preferenziali per gli autobus.
L'associazione considera inoltre fondamentale che si attuino urgentemente politiche rigorose su due fronti in particolare: la riorganizzazione della mobilità nelle aree adiacenti a scuole e lo spostamento delle merci in attraversamento sul territorio regionale dall'autostrada alla ferrovia.
Per quanto riguarda le scuole, è indispensabile potenziare bicibus e pedibus, organizzando trasporti collettivi per gli studenti ed attribuendo un peso sempre maggiore al "criterio di vicinanza" nelle graduatorie per gli asili e le scuole, così come disincentivare il trasporto privato per gli studenti delle scuole, chiudendo al traffico le vie limitrofe all'edificio scolastico negli orari di ingresso ed uscita.
Quanto al trasporto merci, che attualmente è perlopiù realizzato su gomma con un'incidenza fortissima sulla qualità dell'aria, l'associazione chiede che vengano individuati dei meccanismi di sovra pedaggio per il traffico merci su gomma in attraversamento lungo le autostrade regionali, finalizzando gli extraoneri per sostenere la logistica ed il trasporto merci su ferro.
Contestualmente è necessario avviare sistemi sostenibili per la consegna delle merci agli esercenti nei centri storici, con un sistema condiviso di navette elettriche.