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Rimini Calcio, il sacrificio di Ricchiuti per una squadra più dinamica e forte sulle fasce

Sport Rimini | 12:55 - 06 Gennaio 2016 Rimini Calcio, il sacrificio di Ricchiuti per una squadra più dinamica e forte sulle fasce

Una partenza che ha lasciato sconcertata tutta la piazza di Rimini. Adrian Ricchiuti a fine 2015 aveva fatto intendere la possibilità di lasciare la maglia a scacchi biancorossi per la seconda volta. Il divorzio è stato ufficializzato la sera del 5 gennaio: una brutta sorpresa sotto la calza della befana per i tifosi. Qualche giorno prima Ricchiuti era stato schierato tra le riserve, nel ruolo di regista del 4-3-3, nell'amichevole con il Cattolica. 


Addio dunque al Chico e al trequartista. Si apre una nuova fase, dal punto di vista tattico, ma non solo. Brevi è orientato a giocare nel 2016 con la difesa a quattro. Il roster di otto difensori potrebbe registrare tre ingressi e tre uscite: Varutti, Marin e Di Maio. A Caserta cresce l'ottimismo per la definizione dell'affare, che potrebbe farsi anche con l'arrivo a Rimini dell'attaccante Diakite.


I ragionamenti del ds Pastore e dell'allenatore Brevi sono mirati a individuare le rimanenti operazioni da finalizzare. In caso di 4-4-2, serviranno due attaccanti per rimpiazzare Della Rocca e Ricchiuti (uno potrebbe esser appunto Diakite), oltre a un forte centrocampista centrale e un esterno sinistro, vice Lisi, in caso di partenza di Mazzocchi. Le prove di Cattolica potrebbero però far presuppore la svolta definitiva: attacco a tre con Bifulco (Bariti-Mazzocchi), il nuovo centravanti (Polidori in alternativa), Ragatzu (Lisi-Sapucci), ma soprattutto un centrocampo da rifare, senza Galli, con Shala e altri due elementi di spicco, considerando che i confermati Esposito e Torelli potrebbero trovare la loro collocazione ideale nel ruolo di mezzala. Il 4-3-3 permetterebbe ai forti esterni offensivi (in primis Bifulco) di sfruttare al meglio le loro qualità, senza sobbarcarsi troppi compiti di copertura.


"Sono andato via da Rimini perchè non riuscivo più ad esprimere le mie capacità", ha ammesso con grande onestà Ricchiuti, auspicandosi l'arrivo di qualcuno che al suo posto "possa dare una mano alla squadra". La patata bollente è nelle mani di Pastore: la rivoluzione di gennaio, dopo il sacrificio del capitano, deve portare elementi dinamici e con la giusta "fame" agonistica per permettere a mister Brevi di poter professare il proprio credo calcistico. 


Riccardo Giannini

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