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Caso Guerrina: diocesi Arezzo non pagherà nulla con condanna di Padre Graziano

Attualità Novafeltria | 13:22 - 19 Dicembre 2015 Caso Guerrina: diocesi Arezzo non pagherà nulla con condanna di Padre Graziano

La diocesi di Arezzo non entrerà, come responsabile civile, nel processo a padre Gratien, il frate congolese accusato dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa l’1 maggio 2014 da Ca Raffaello. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Arezzo davanti alla quale si tiene il processo per omicidio volontario a carico del frate. La corte, presieduta dal giudice Silverio Tafuro, ha deciso dopo aver esaminato in camera di consiglio la richiesta delle parti civili. Richiesta illustrata dall’avvocato Nicola Detti che rappresenta Mirko Alessandrini e il figlio Lorenzo. Le parti civili chiedevano che in caso di condanna la diocesi rispondesse per la sua parte al risarcimento come responsabile civile per gli atti compiuti da padre Gratien in quanto viceparroco di Ca Raffaello. Il pm Marco Dioni e la difesa di Alabi erano contrari alla richiesta. L’udienza si è aperta alle 9,30 con la costituzione delle parti, in tutto 11: marito e figlio di Guerrina Piscaglia; due nipoti; le sorelle Marina, Donatella e Loredana; gli zii paterni Bruno, Giuseppe e Silvano Piscaglia; l’Associazione Penelope rappresentata dall’avvocato Gentile sulla cui ammissione c’è stata una forte discussione.


ANSA

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