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Presepe negato nelle scuole, a Riccione le proteste di Fdl-AN: ‘Sì al Santo Natale’

Attualità Riccione | 15:30 - 17 Dicembre 2015 Presepe negato nelle scuole, a Riccione le proteste di Fdl-AN: ‘Sì al Santo Natale’

Si torna a parlare del “Natale negato” nelle scuole e a sollevare la questione a Riccione è Beatriz Colombo (Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale). In una nota Colombo racconta della sua personale indagine nelle scuole riccionesi dove, come altrove, in questo periodo si stanno incontrando difficoltà su come affrontare le festività natalizie e le tradizionali espressioni a loro legate in presenza di bambini di altre religioni.
 
“Gli insegnanti si trovano in difficoltà in un sistema scolastico poco chiaro – scrive Colombo in una nota - nel quale viene loro richiesto di chiedere agli alunni se "possono" o meno fare il presepe e nel caso, anche solo uno di essi dovesse negarlo, allora sono tenute a rispettare la volontà del singolo ed a non poterlo preparare nemmeno se il restante 99% era propenso. Lo stesso vale tra le maestre; si crea in questo periodo una diatriba tra coloro che vogliono mantenere le tradizioni e coloro che le negano”.
 
Inoltre c'è gran confusione sulle alternative proposte singolarmente: Presepe solo nelle classi? Presepe solo nel cortile? Oppure Presepe vietato ovunque?
“Sono consapevole che la scuola é laica, ed anche della presenza di ragazzi laici o provenienti da diverse fedi religiose, ciò nonostante non posso che sollevare una forte obiezione nella gestione di questo sistema, innanzitutto poco democratico, in secondo luogo incurante di quello che é un patrimonio importante della nostra cultura.
Oggi i bambini non possono più fare recite natalizie, sono banditi canti come 'Tu scendi dalle stelle' ed 'Astro del ciel' ed anche ogni poesia che nel testo contenga qualsiasi riferimento a Gesù bambino, ad angeli o che contengano riferimenti di qualsiasi genere sulla nostra tradizione religiosa Cristiana”.
 
La mancanza di una linea comune quindi rende la questione, già delicatissima per sé,  ancora più complessa e “il problema appunto é la resa generale delle istituzioni scolastiche su un tema come questo, un tema importante che al di là dell'aspetto ecumenico lancia pur sempre un messaggio di pace e di speranza. Un Santo Natale di cui il nostro popolo è fiero e che é rispettato in ogni casa. Che integrazione è quella che obbliga un bambino ed un intero paese a rinunciare alle proprie tradizioni? Questo fa sì che si generi solo odio e rancore nei confronti delle minoranze – conclude la nota - che se vogliono sentirsi italiani ne dovrebbero apprezzare anche le tradizioni e la cultura”.

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