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"Non essere cattivo" a Bellaria gli sceneggiatori del film italiano candidato all'Oscar

Spettacoli Bellaria Igea Marina | 11:32 - 14 Dicembre 2015 "Non essere cattivo" a Bellaria gli sceneggiatori del film italiano candidato all'Oscar

Non essere cattivo, film postumo di Claudio Caligari prodotto dall’amico Valerio Mastandrea, è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar nella selezione per il miglior film in lingua straniera. Il 14 gennaio si saprà se il film rientrerà tra le nomination ufficiali, e nell’attesa il Cinema Astra di Bellaria gli dedica una serata speciale a cui prendono parte Francesca Serafini e Giordano Meacci, co-sceneggiatori del film insieme a Caligari. Appuntamento martedì 15 dicembre alle 21 (ingresso 5 euro).
 
Ambientato a Ostia negli anni Novanta, Non essere cattivo è il testamento cinematografico di Caligari, tornato alla regia 32 anni dopo il film-culto Amore tossico e 17 anni dopo L'odore della notte, e scomparso nel maggio scorso al termine delle riprese. Al centro del racconto sono due ragazzi di vita della generazione post-pasoliniana, due amici poco più che ventenni segnati da una vita piena di eccessi, tra notti in discoteca, droghe sintetiche e spaccio di cocaina: a unirli è un legame fraterno che il tempo non riesce a scalfire. Interpreti di questa storia travolgente, insieme a Silvia D’Amico e Roberta Mattei, sono due nuovi talenti del cinema italiano: Alessandro Borghi (allucinato protagonista di Suburra) e Luca Marinelli (La solitudine dei numeri primi, Tutti i santi giorni, La grande bellezza). Entrambi sono stati premiati all’ultimo Festival di Venezia, Borghi come miglior esordiente italiano e Marinelli con il Premio Pasinetti al miglior attore. Numerosi anche i riconoscimenti al film, presentato fuori concorso e vincitore tra gli altri dei premi intitolati a Pasinetti, Pontecorvo e Mazzacurati.

La proiezione sarà accompagnata da una conversazione con Francesca Serafini e Giordano Meacci, che ricorderanno la figura di Caligari, assolutamente atipica nel panorama italiano, e la travagliata lavorazione del film, venuto alla luce dopo anni di rifiuti e grazie anche a un simbolico appello di Valerio Mastandrea a Martin Scorsese.

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